Cultura, le critiche del comitato Mille Papaveri Rossi: "Per la Malatestiana serve un progetto coraggioso"

E' l'opinione di Anna Strippoli e Massi Rocchi, rispettivamente coordinatrice e portavoce del comitato "Mille Papaveri Rossi"

La Biblioteca Malatestiana "avrebbe bisogno di un progetto ambizioso e coraggioso". E' l'opinione di Anna Strippoli e Massi Rocchi, rispettivamente coordinatrice e portavoce del comitato "Mille Papaveri Rossi". "Per la biblioteca "memoria del mondo Unesco", abbiamo sempre pensato fosse necessario un "direttore", per il "museo cittadino", che ci vede da sempre in prima linea e in lotta, servisse un impegno grande - affermano Strippoli e Rocchi -. Su Cesena invece calano le tenebre: è del tutto inaccettabile che sia una "fondazione bancaria", di una banca le cui vicende negli ultimi anni hanno fatto rabbrividire i cesenati, a dettare la linea sul futuro della cultura nella nostra città. Probabilmente con il progetto sul "Palazzo Oir", calerà definitivamente (o quasi, perché noi non molliamo e non facciamo un passo indietro) il sipario sulla speranza di avere a Cesena un museo e uno spazio museale degno di questo nome e si metterà una pietra tombale su progetti più ambiziosi". 

Per Strippoli e Rocchi sono "tante le ombre: un palazzo ancora privato, che solo una volta donato alla città, potrà essere ristrutturato con fondi pubblici (il Ministero dei beni culturali potrebbe stanziare 3 dei 6 milioni di euro necessari, ma chi pagherà il resto?) per essere destinato a "pinacoteca cittadina". Con le spese di gestione probabilmente a carico del Comune (anche queste non é dato sapere a quanto ammantano) e nel quale troverà certamente spazio la collezione "privata" della banca di riferimento della fondazione (con il bel vantaggio di essere rivalutata) e dove forse troveranno spazio anche le opere d'arte della pinacoteca comunale (ora totalmente dimenticata e ai più sconosciuta, grazie anche al menefreghismo politico di questa amministrazione)".

"Chiaramente nessun filo conduttore e nessuna analisi di come collezioni d'arte profondamente diverse, possano inserirsi in quegli spazi - viene aggiunto -. Nessuna idea di quali e quante opere siano attualmente conservate nei depositi comunali e come tutto questo possa trovare spazio in questo progetto. Nessuna notizia dei vari negozi, bar, spazi commerciali, uffici, banche ora presenti nella galleria del "Palazzo Oir", in realtà molti desolatamente vuoti e sfitti dopo la desertificazione creata dal progetto di Piazza della Libertà, voluta da questa amministrazione e trasformata in un buco sterile nel cuore della città. Di come si potranno eventualmente integrare in questo progetto, o se saranno eliminati per dare ulteriore spazio alla pinacoteca in quello che al momento sembra il progetto culturale più sgangherato mai visto al mondo".

Abbiamo sempre gridato forte "fuori la politica dalle banche", oggi lo ribadiamo con ancora maggiore forza - concludono i rappresentanti del comitato -. Perchè evidentemente chi amministra la nostra città e la nostra regione ha un'idea purtroppo molto diversa. Riportiamo la sinistra al governo della nostra città, con progetti seri e credibili, alternativi alle destre, ma anche a "questo" Partito Democratico (con il quale evidentemente non abbiamo nulla in comune), perché Cesena e i cesenati meritano di più. Perché non è più accettabile che gli interessi economici di pochi siano sempre a carico dei cittadini: ora basta alziamo la testa".

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