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Crisi del centro, Cesena 2024: "Sì agli Stati Generali, passando anche dall'acquisto consapevole"

È questo il commento di Lorenzo Zammarchi, coordinatore della lista civica Cesena 2024, e del consigliere comunale Armando Strinati all’idea proposta dal presidente di Confcommercio Augusto Patrignani

"Siamo favorevoli agli Stati Generali, lavorando perché diventino il punto di partenza del rilancio del commercio cesenate, dentro e fuori il centro storico". È questo il commento di Lorenzo Zammarchi, coordinatore della lista civica Cesena 2024, e del consigliere comunale Armando Strinati all’idea proposta dal presidente di Confcommercio Augusto Patrignani. "Perché - aggiungono - se è vero che il cuore della città è importante per centralità e prestigio, è altrettanto vero che fuori dal centro storico insiste un numero di attività di vicinato molto più alto: sono circa 2mila".

"Per fare ciò è fondamentale partire dall’analisi della situazione attuale del commercio a livello internazionale per scendere poi nelle specifiche della dimensione locale - rilanciano Zammarchi e Strinati -, con la consapevolezza di essere davanti ad una vera e propria rivoluzione dell’offerta, delle modalità di vendita, dell’approccio all’acquisto, dei mutamenti delle esigenze dei consumatori. È necessario dare una risposta corale, concertata ed innovativa in cui tutti i protagonisti – esercenti, associazioni di categoria, proprietari di immobili e amministrazione – si impegnino a realizzare il proprio pezzo di lavoro. Perché parte della soluzione sta qui".

Proprio con l’intento di dare nuova spinta al commercio, Cesena 2024 ha lanciato in campagna elettorale alcuni punti su cui oggi sta lavorando attraverso uno dei loro gruppi di lavoro. Fra le proposte "una piattaforma di vendita online che accolga gli esercenti della nostra città; un patto fra negozianti, proprietari di immobili ed Amministrazione per far sì che gli affitti rientrino in canoni economicamente sostenibili; potenziare l’arredo urbano; identificare aree di sosta “take away”; rimodulare la sosta e incentivare il bike sharing".

"Ma già da oggi possiamo iniziare con il primo passo, alla portata di tutti - propongono Zammarchi e Strinati -: quello dell’acquisto consapevole. Rispettiamo la scelta di ogni acquirente, ma ogni scelta implica una conseguenza. Quindi se non compriamo nei negozi, se non sosteniamo le attività del nostro territorio, come possiamo pretendere di non avere negozi sfitti? Come possiamo pensare di poter contare su un tessuto economico forte e stabile? Attiviamoci tutti per difendere quella che è l’anima della città, il presidio economico e sociale della nostra comunità".

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