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Covid, Popolari per Cesena: "Senza una copertura vaccinale forte solo il lockdown è efficace"

"Purtroppo, senza una cura e senza una copertura vaccinale, l’unica arma che si è dimostrata efficace è il lockdown, tutte le altre hanno fallito"

"Siamo rimasti sorpresi e un poco scandalizzati dalle reiterate accuse, da parte di alcuni Consiglieri, al nostro Sindaco di fare “terrorismo sanitario” semplicemente per aver reso pubblici e chiari i dati della situazione pandemica in atto nella città". E' la riflessione dei Popolari per Cesena che analizzano la fase attuale di terza ondata del virus.

"Come Popolari per Cesena, lo ringraziamo invece per l’abnegazione profusa, in tutto questo difficile periodo, nel cercare di tenere informata la popolazione costantemente, anche con chiarimenti molto pratici, su ciò che spesso veniva espresso in burocratese dai vari DPCM e altro.  Per quanto riguarda i consigli che hanno espresso, li invitiamo ad avere il coraggio di guardare cosa sta succedendo nel resto del mondo e non solo da noi e a cercare di prendere esempio. Purtroppo, senza una cura e senza una copertura vaccinale, l’unica arma che si è dimostrata efficace è il lockdown, tutte le altre hanno fallito. Forse che la Germania è disinteressata agli aspetti economici? Eppure è in lockdown stretto dal 16 Dicembre e gli effetti sui contagi sono evidenti. Lo stesso l’Inghilterra che con il lockdown è passata da 70.000 contagi giornalieri a qualche migliaio e stanno calando di giorno in giorno. Gli esempi più evidenti sono l’Australia e la Nuova Zelanda dove, dopo lockdown prolungati e stringenti, sono riuscite pressoché ad azzerare i contagi potendo ritornare, con qualche precauzione e con molta attenzione, ad una vita normale".

"Tutti hanno notato cosa è successo a Auckland - dettagliano - nel bel mezzo di un evento mondiale come la Coppa America, hanno avuto il coraggio di rimettere la città in lockdown stretto per un solo contagiato, facendo slittare la finale. Però così facendo è un paese che dall’inizio della pandemia ha avuto solo 26 morti. Sono tutti paesi irresponsabili e che amano il “terrorismo sanitario”? O hanno ben presente come diceva un vecchio filosofo: “La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente” (A.Schopenhauer). Quindi senza salute non c’è neanche economia. Tutti i tentativi di cercare compromessi, come in Spagna e Francia, si sono dimostrate, alla fine, non efficaci. Probabilmente, anche a noi è mancato un lockdown più stringente (sempre osteggiato dalla Lega!) che avrebbe potuto abbassare notevolmente la diffusione. Inoltre, se “i più lungimiranti e esperti sanitari” a cui si affidano sono come quelli che li avevano convinti a chiedere di “aprire tutto”, come a inizio estate, perché il “virus era clinicamente morto”, noi saremmo propensi a diffidarne".

"Per cui agire in modo equilibrato - proseguono ancora i Popolari per Cesena - ma mettendo al primo posto la salute e la vita delle persone significa, per i leghisti, creare ansia, anzi addirittura operare terrorismo sanitario. Non è certo questa la posizione del governo Draghi, a cui la stessa Lega partecipa in modo qualificato e, si spera  responsabile.  Nel nostro Comune dobbiamo prendere atto purtroppo di una situazione molto preoccupante, in cui, nell’attesa di una adeguata copertura vaccinale, occorre muoversi con grande cautela, seguendo le indicazioni che arrivano dai livelli nazionale e regionale, e mettendo sempre al primo posto la salute e la vita delle persone. Le “regole” di comportamento, le chiusure, i distanziamenti, le limitazioni alla nostra libertà, sono tutti strumenti dolorosi ma necessari a limitare il più possibile il numero di morti e di coloro che, colpiti dal Covid, sono costretti a subire conseguenze anche gravi per la loro salute e permettono alle strutture sanitarie di poter dare assistenza adeguata ai malati stessi".

"Non è questo il momento di dividersi in partiti - concludono - tra aperturisti e chiusisti. Sono gli scienziati che indicano la strada ragionevole da percorrere e questa passa, purtroppo, per il mantenimento, in questa fase, del distanziamento e del rispetto delle regole igienico-sanitarie che tutti conosciamo. E’ una strada impopolare, ma occorre seguirla se vogliamo avere sempre presente il bene delle persone; e la vita è sicuramente il primo".

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