Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Cosa fare del vecchio Bufalini? Possibile: "Usarlo come sede universitaria"

"Quale destino per l'attuale ospedale Bufalini? Noi avevamo proposto, tempo addietro, un referendum per dare la possibilità ai cesenati"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Quale destino per l'attuale ospedale Bufalini? Noi avevamo proposto, tempo addietro, un referendum per dare la possibilità ai cesenati di dire l'ultima parola sul nuovo ospedale, sia sull'idea che sul dove realizzarlo. La proposta è stata avvolta nel silenzio, nell'assoluta convinzione che l'ospedale "s'ha da fare". Lo abbiamo ritenuto un grande errore perché per un'opera strategica per il territorio e per la città, è democratico dare la possibilità ai cittadini di poter dire l'ultima parola, o almeno esprimere un'opinione. 

Abbiamo preso atto della scarsa partecipazione alle sedute del Comitato Cittadino promosso e presieduto dal Sindaco (anzi, ad un certo punto ci siamo proprio stufati di essere spettatori silenti "non per scelta, ma per regola" di un polpettone preconfezionato), degli incontri poco partecipati dai cittadini nei quartieri e di un "non confronto" andato in scena in Consiglio Comunale.  Tutto questo decisamente riduttivo, molto escludente e poco coraggioso. Nel momento in cui é stata individuata l'area abbiamo presentato una serie di domande e richieste all'AUSL Romagna (per conoscenza protocollate anche in Comune) per capire le scelte fatte, il come, il perché è soprattutto le prospettive.

A noi ha sempre preoccupato molto l'ipotesi "demolizione" di una struttura volumetricamente importante come l'ospedale Bufalini. Per questo tra le domande poste abbiamo inserito quelle sul "destino" del contenitore "Bufalini". La realizzazione del parco l'abbiamo sempre vista come un po' di fumo negli occhi, una sorta di perequazione sull'uso del territorio (costruiamo là, ripristiniamo qua) ma nel mezzo una montagna di detriti e rifiuti. Inoltre, un parco ha bisogno di essere ben curato e gestito, soprattutto se di grandi dimensioni: ne è un esempio spiacevole il parco della Rimembranza. Allora sarebbe meglio cominciare in primis a gestire bene e correttamente i parchi della Rimembranza e quello dell'ippodromo, insieme a quelli dei quartieri, poi si può pensare a un altro grande parco.  Assolutamente NO, senza se e senza ma, l'ottica di una speculazione immobiliare : la città non ne ha assolutamente bisogno e non é minimamente accettabile sia presa in considerazione. Quale destino allora per l'attuale Bufalini?

Crediamo sia importante partire da un'analisi della situazione, delle esigenze e delle carenze della città. Un tema sul quale porre particolare attenzione è quello degli spazi scolastici, soprattutto delle scuole medie Superiori. Sono diversi gli istituti costretti ad essere divisi in più complessi, con una conseguente carenza delle ore e della didattica, difficoltà di gestione, problemi logistici, sicurezza di studenti e personale, mancanza d'identità delle scuole. Un caso emblematico è la situazione non ancora risolta del liceo linguistico, quella dell'istituto per Geometri, tanti istituti in lotta.
Quale ad oggi la situazione degli spazi per l'Università (sia didattica che ricerca) e quale sarà la situazione dopo la costruzione della nuova sede di Architettura e Ingegneria e quella, in un futuro più lontano, di Psicologia all'ex zuccherificio? Basteranno gli spazi ? Saranno adeguati ? E per quanto riguarda l'offerta formativa, quali sono le prospettive e i progetti a breve, medio e lungo termine dell'Alma Mater ? Se la Piastra ospiterà la casa della salute, perché non pensare di destinare una parte del Bufalini a polo scolastico e/o universitario, magari ricalibrandolo nelle volumetrie e nelle altezze e sicuramente dal punto di vista architettonico, dando risposta alle esigenze oggettive della città?

Perché non pensare di incrementare l'offerta universitaria (che è un investimento su cui bisognerebbe puntare!) con nuovi corsi di laurea, laboratori per la didattica e la ricerca, ampliando il tecnopolo, riportando di nuovo a Cesena il corso dell'Accademia di Belle Arti di Bologna di Scenografia del melodramma. L'edificio potrebbe anche ospitare alcuni distaccamenti degli uffici comunali, magari quelli che richiedono un grande accesso di pubblico e servizi veloci. Ma tutto questo deve essere però accompagnato da una visione strategica, generale e coraggiosa di città, visione globale (non solo in ambito cesenate ma anche romagnolo) di cui la politica cittadina sembra essersi dimenticata. Una visione di città ambiziosa ha l'assoluta necessità di finanziamenti importanti, sia pubblici che privati, il nostro territorio é ricco di piccole e medie imprese, e fortunatamente non mancano neppure quelle grandi. Ma ha bisogno di idee (l'importanza del Campus Universitario) e grandi concorsi di progettazione. Ha bisogno di una sostenibilità economica e urbanistica seria e soprattutto di una politica lungimirante. Una politica in grado finalmente di fare. 

Pensare a Cesena come un perenne cantiere non è accettabile, se guardiamo Piazza della Libertà (e non solo), i tempi e le tempistiche per la realizzazione di alcuni lavori, rimaniamo pietrificati. Assolutamente convinti che i cittadini meritino di più. Nel breve periodo la priorità per l'ospedale Bufalini dovrà essere assolutamente quella di investire per mantenere l'eccellenza, un impegno costante per non cedere di un passo ciò che c'è, anzi impegnarsi per recuperare qualche pezzo importante che con troppa leggerezza si é perso per strada (in primis una cardiologia H24 di cui si sta discutendo da troppo tempo). Sempre importante quando ai cittadini viene data la possibilità di esprimere la propria opinione, ma rimaniamo testardamente convinti fosse fondamentale dare la parola ai cittadini sul nuovo ospedale. Per il destino dell'attuale Bufalini siamo invece convinti serva una visione generale e coraggiosa di città, che proponiamo ai Cesenati. Un tavolo delle idee che apriamo anche a tutte le forze politiche della sinistra cesenate. Se qualcuno incomincia a parlare di candidati sindaci, noi incominciare a parlare di bisogni reali, presenti e futuri.

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