Venerdì, 6 Agosto 2021
Politica

Controllo di gestione trasferito all'Unione dei Comuni, arriva il 'no' di Fratelli d'Italia

“Quest’ennesimo conferimento all’Unione non era obbligatorio ma facoltativo - spiega - si tratta quindi di una precisa scelta politico-amministrativa che non condividiamo"

“Una scelta sbagliata che svuota di un'altra funzione il Comune e il territorio”. Alice Buonguerrieri, vice commissario provinciale di Fratelli d’Italia, commenta così il voto attraverso cui il Consiglio comunale di Bagno di Romagna ha dato il via libera allo schema di convenzione per il conferimento all’Unione dei Comuni Valle del Savio della funzione controllo di gestione. il gruppo consiliare di minoranza rappresentato da Buonguerrieri ha espresso un voto contrario.

“Quest’ennesimo conferimento all’Unione non era obbligatorio ma facoltativo - spiega - si tratta quindi di una precisa scelta politico-amministrativa che non condividiamo anzitutto perché si continua a trasferire funzioni ad una Unione che, a diversi anni di distanza dalla sua istituzione, nel 2014, non ha ancora raggiunto gli obiettivi prefissati, tra cui il risparmio di spesa e la maggiore efficienza dei servizi. Così facendo, poi, il Comune non si svuota solo dell'ennesima funzione ma anche di risorse in quanto il personale, pur restando fisicamente all'interno dell'ente, dovrà utilizzare una percentuale delle ore di servizio non più solamente in funzione dell'ente Comune, ma in funzione della gestione associata in capo all'Unione dei Comuni".

"Non condividiamo neppure la modalità attraverso cui questo il passaggio è avvenuto: siamo di fronte alla solita delibera e convenzione nelle quali l'unica cosa chiara è il conferimento della funzione comunale all'Unione dei Comuni. Restano invece fumose tutte le altre importanti questioni relative per esempio agli obiettivi che ci si propone di raggiungere, alla gestione del personale, al rapporto costi benefici. È stata compiuta una scelta – conclude Buonguerrieri – senza avere la certezza che si tratti di quella giusta. Nemmeno le motivazioni economiche, legate ai finanziamenti, reggono. Anche perché quando poi le risorse terminano, le funzioni restano conferite ed è difficile tornare indietro”.

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