Il Comune salda tutte le fatture del 2013: "Pagati oltre 25 milioni alle imprese"

Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha provveduto a certificare sulla piattaforma elettronica del Ministero dell’Economia e Finanze la propria situazione in merito ai debiti maturati nei confronti delle imprese al 31 dicembre scorso

Il Comune di Cesena ha liquidato tutte le fatture relative al 2013 che potevano essere pagate. E, paradossalmente, per questo motivo nel 2014 rischia di poter spendere meno della metà della somma saldata  lo scorso anno. Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha provveduto a certificare sulla piattaforma elettronica del Ministero dell’Economia e Finanze la propria situazione in merito ai debiti maturati nei confronti delle imprese al 31 dicembre scorso.

Da quel rendiconto emerge che non ci sono debiti di questo tipo: tutte le fatture  riferite a quel periodo sono già state pagate; ne restano in sospeso solo alcune  che, a causa di contenziosi o di procedimenti fallimentari, non risultano ancora esigibili. Si tratta, però di una quota molto limitata (complessivamente meno di 150mila euro), a fronte dei quasi 25,5 milioni di euro che il Comune ha pagato alle imprese per gli investimenti nel 2013. “Siamo riusciti a raggiungere questa cifra  – spiegano il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini – grazie ai 3,5 milioni sbloccati dalla Regione e ai circa 10 milioni e 800mila euro svincolati dal Ministero grazie ai vari decreti del Governo finalizzati allo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione".

"Una situazione che molto difficilmente si potrà ripetere quest’anno. Infatti, se saranno confermate le condizioni attualmente imposte dal Patto di Stabilità, la nostra previsione di pagamenti potrà arrivare ad appena 10 milioni di euro, e questo proprio perché non abbiamo debiti pregressi, e quindi non possiamo accedere ai nuovi provvedimenti di allentamento degli spazi - chiosano Lucchi e Battistini -. Insomma, a quanto pare, la nostra colpa è quella di aver pagato tutti i fornitori regolarmente. E pensare che abbiamo a disposizione le risorse necessarie un numero ben più alto di nuovi cantieri: basterebbe solo che l’allentamento dei limiti del Patto venisse effettuato sull’avanzamento dei lavori relativi all’anno corrente e non sui debiti scaduti. Ci auguriamo davvero che questo accada, nell’interesse della città, che merita di essere mantenuta con la maggior cura possibile, ma anche delle imprese, per le quali poter accedere ai lavori pubblici è un elemento essenziale per riprendere a crescere”.

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