Complessi commerciali, M5S e Fratelli d'Italia: "Prevalga l'equità e la tutela della salute"

Continua a tenere banco il caso che riguarda il Montefiore e il Famila, in merito all'applicazione del Docm

Sul caso che vede protagonisti in città Montefiore e Famila interviene anche il M5S cesenate che parla di "volontà cavillosa di distinguere i “centri” commerciali (es Oltresavio) dai “complessi” commerciali (Montefiore), che seppur diversi a norma di legge appaiono limpidamente uguali, accomunati tra loro dal significato che permea il nuovo DPCM: il rispetto della salute. Se l’assembramento è una delle cause di maggior diffusione del virus, se il distanziamento reciproco specie all’interno di ampi locali non è meno importante, tutte le misure che permettono di ridurre la vicinanza non forzata delle persone vanno rispettate per il semplice motivo che riducono il contagio Ed è questo il motivo per cui i grandi ambienti al chiuso sono proscritti. Ma basta un cavillo da azzeccagarbugli per far sì che si prevarichi la natura stessa della legge per far prevalere il proprio interesse economico, in barba alla salute di tutti. Noi crediamo che bene abbia fatto il comune a dichiarare che il decreto vada interpretato alla lettera e secondo i criteri di limitazione delle occasioni di contagio; di più, concordiamo con la richiesta al Prefetto di esprimersi su questa faccenda, proprio per non creare un pericoloso caos interpretativo che inficerebbe il significato sociale del DPCM. Abbiamo fiducia che la linea indicata dal comune sia quella che indicherà anche il Prefetto, ma fin da ora è importante che il Montefiore rispetti le precise direttive del decreto, per dare un segno che il rispetto della salute è imprescindibile".

Secondo Fratelli d'Italia: "è necessario insistere affinché il sindaco e le autorità competenti vigilino perché è necessario che le regole siano uguali per tutti e che non venga vanificato il sacrificio dei più”. Ad affermarlo sono Roberto Petri e Alice Buonguerrieri, rispettivamente coordinatore provinciale e vice coordinatore provinciale con responsabilità del comprensorio cesenate di Fratelli d’Italia.

“In questo modo – osservano Petri e Buonguerrieri – potrebbe venirsi a creare uno spiacevole scenario per quella che sembra essere unaquestione più di forma che di sostanza, che potrebbe produrre un duplice effetto negativo: da un lato potrebbe concretizzarsi la lesione del principio di equità perché, per realtà della medesima categoria commerciale, potrebbe crearsi una disparità di condizioni (una resta aperta, le altre chiudono), dall’altro potrebbe ingenerarsi un evidente contrasto con le misure anticontagio dell’ultimo Dpcm col rischio che si rendano vani i sacrifici imposti a cittadini ed esercenti, compresi gli stessi operatori dei centri commerciali. Questo perché, con un’unica struttura di questo tipo aperta nel territorio nel weekend, è presumibile che lì si creino affollamenti e assembramenti con possibili conseguenze anche a livello sanitario. Sorprende – continuano Petri e Buonguerrieri – che la direzione del Montefiore non abbia valutato tali aspetti, oppure che li abbia sottovalutati”.

Fratelli d’Italia valuterà il deposito di un’interrogazione regionale proprio perché si esaminino i requisiti per l’apertura, il rispetto del principio di equità e l’eventuale impatto a livello sanitario. 

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