Regionali, il primario Claudio Vicini possibile candidato: "Pronto a sostenere Bonaccini"

ll primario di fama internazionale Claudio Vicini, direttore del Dipartimento "Testa-collo" dell'Ausl Romagna, potrebbe scendere in campo alle prossime elezioni regionali

ll primario di fama internazionale Claudio Vicini, cesenate e da sempre professionalmente impegnato nel reparto di Otorinolaringoiatria all'ospedale di Forlì, direttore del Dipartimento "Testa-collo" dell'Ausl Romagna, potrebbe scendere in campo alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio, schierandosi per il governatore uscente Stefano Bonaccini. Vicini potrebbe far parte nella lista personale del candidato presidente, promossa anche dall'area politica di "Italia viva", la nuova formazione politica di Matteo Renzi, che sul territorio è impegnata in queste settimane nella ricerca di candidature di personalità di spicco.

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Istituto Sant’Anna di Pisa, Specialista in Otorinolaringoiatra, Audiologia e Neurologia, Direttore Dipartimento Testa Collo AUSL Romagna, Professore associato nelle Università di Ferrara e Bologna, già presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria, Vicini pare intenzionato a lanciarsi in una nuova avventura.

Professor Vicini, quanto c'è di vero nell'ipotesi che sta circolando da qualche giorno, cioè che lei possa essere candidato al consiglio regionale alle prossime elezioni del 26 gennaio?
"Per ora questo: se l'attuale presidente Stefano Bonaccini dovesse essere ricandidato per la presidenza (come mi auguro) e deciderà di presentare una sua lista al di fuori di quelle dei partiti tradizionali, gli ho dichiarato la mia piena disponibilità a farne parte".

Cosa la spinge, di fronte ad una carriera come la sua, a compiere una scelta di campo di questo tipo?
"E' una domanda che mi pongono tutti gli amici a cui ho riservatamente parlato della mia disponibilità. Ma chi te lo fa fare?, mi chiedono. La risposta va ricercata nel desiderio di provare a influenzare in maniera più incisiva e diretta il futuro della nostra terra, a partire ovviamente dagli aspetti legati alle politiche sanitarie ma senza limitarsi a questi. Provando a portare un metodo di lavoro diverso dentro le istituzioni regionali".

A questo proposito, l'abbiamo sempre vista impegnato in sanità, in vari ruoli, ma mai avvicinarsi alla politica. Non teme di essere visto come un corpo estraneo dentro un ambiente così complesso come quello politico?
"In realtà parlare di politica in generale e di politica sanitaria in particolare non lo ritengo molto lontano. E comunque ho sempre seguito con interesse le vicende politiche nazionali e locali: in fondo interessarsi e capire lo considero un dovere civico che ogni cittadino dovrebbe avere. Non ho il timore di essere visto come un corpo estraneo, ma anzi la volontà di portare il mondo esterno e reale dentro a quello politico, che talvolta appare un po' distante dalla realtà. Nella candidatura di Stefano Bonaccini trovo questa apertura e ho deciso di offrire, nel caso ve ne saranno le condizioni, la mia disponibilità ad un impegno diretto".

Quale contributo vorrebbe portare all'azione politica della sua Regione e del suo territorio?
"Nel corso della mia carriera lavorativa ho avuto l’onore ed il privilegio di compiere numerose esperienze: dopo una prima fase intensa di lavoro sulla diagnosi e sulla terapia, maturando nel tempo le nozioni tecniche della disciplina e accrescendole, ho potuto estendere le mie attività. Così all'attività tradizionale si è affiancata sempre più una funzione di organizzazione e coordinamento delle attività, oltre che di trasferimento ai più giovani delle conoscenze: la gestione di gruppi, di budget e di relazioni complesse è un esempio di come vorrei operare se avessi l'opportunità di servire le istituzioni pubbliche dall'interno".

Non ci dica che vuole portare un metodo scientifico e ordinato in un ambito quanto mai caotico come è diventato quello politico...
"Da romagnolo sono interessato a tutte le dinamiche che muovono le cose sul nostro territorio, magari con una sorta di “deformazione professionale” che mi induce sempre a interpretare i fatti in una forma che si potrebbe definire “scientifica”: analizzare un problema, definirne la natura, individuare possibili soluzioni, confrontarsi con i soggetti interessati per individuare la migliore e più praticabile e poi battersi per realizzarla. In sanità facciamo così e vorrei che lo stesso valesse per i problemi delle nostre imprese (soprattutto le piccole e medie), per i nostri giovani, per i lavoratori, per i servizi alla persone, per il sistema del volontariato, per la formazione, per ambiti troppo spesso derubricati in fondo ai programmi politici, come lo sport e la cultura".

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Dunque perchè la scelta per Stefano Bonaccini?
"L’Emilia-Romagna è un’area molto avanzata; ma il mondo è in continua, piena evoluzione e trasformazione, e ciò impone una continua riprogettazione degli obiettivi e delle azioni. Che può essere agevolata anche dall'innesto nelle istituzioni di persone che non vi hanno mai fatto parte, ma possono aver idee e modalità innovative da proporre. Negli ultimi 5 anni ho avuto la possibilità di interagire più volte con il Governo regionale confrontandomi in maniera dialettica e propositiva. Nella circostanza sono entrato in contatto con Stefano Bonaccini di cui ho potuto apprezzare le doti di intelligenza politica, determinazione operativa, instancabile attività e, non ultima, grande attenzione alla nostra terra. Se lui lo riterrà e ci saranno le condizioni per farlo, sono pronto a impegnarmi al suo fianco per rappresentare la nostra terra e farla crescere assieme a tutte le persone che vorranno darci una mano".

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