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Città metropolitana di Romagna, Confcommercio: "L'idea è troppo vaga"

Sulla questione Città Metropolitana di Romagna interviene Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate

"Bologna ha la città metropolitana e noi non vorremmo che l'idea della città romagnola metropolitana sia solo un tentativo di arginare lo strapotere felsineo ed emiliano. La Romagna che noi vogliamo, al contrario, è un territorio integrato non costruito ai piani alti, in cui le eccellenze territoriali, di cui Cesena è forte portatrice, non vengano annullate, sacrificate o cedute a altri in sudditanza a logiche superiori, ma potenziate e valorizzate". Sulla questione Città Metropolitana di Romagna interviene Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate.

"Una Romagna forte, coesa, integrata, non subalterna all'Emilia in termini di erogazione di finanziamenti, risorse e dotazione di infrastrutture, un territorio che possa sprigionare le sue eccellenze e valorizzare le vocazioni territoriali per le quali Cesena certo non sfigura rispetto a nessuno, a patto che - come purtroppo sta succedendo - non venga via via depotenziata come è avvenuto con la perdita di Macfrut e di altri servizi fondamentali - afferma Patrignani -. Da almeno due lustri Confcommercio cesenate, in ripetuti interventi, ha perorato la causa di questa Romagna con più peso specifico, premendo su amministratori e politici affinché nei fatti e non solo nelle petizioni di principio si cominciasse a costruirla".

"Con apertura abbiamo anche guardato al progetto di Regione Romagna perché reputiamo che l'assetto istituzionale non debba essere un dogma ideologico ma debba costruito in base alle reali esigenze del territorio e della sua comunità - continua il presidente dell'associazione di categoria -. Per questo, il dibattito apertosi sulla città metropolitana di Romagna ci trova sul pezzo e pronti a dire la nostra, né ci sfugge l'attualità stringente della questione con l'avvio dell'iter in Regione sull'approvazione dei nuovi assetti istituzionali". Per Patrignani, "la proposta del sindaco Lucchi di dar vita a una città metropolitana della Romagna è interessante e se va nella direzione di una Romagna più forte può trovare il nostro appoggio. In altri tempi, da parte dei politici, questo interesse per la Romagna era sensibilmente più circoscritto e c'era chi si risentiva quando si faceva rilevare la leadership dell'Emilia a scapito del nostro territorio e si prodigava ad affermare che ciò non era vero. Molto bene, dunque, che si torni a parlare di Romagna forte e unita, ma vanno fatti dei distinguo". 

"Innanzitutto capiamoci - prosegue Patrignani -. Provincione, Area Vasta Romagna, ora città metropolitana: i cittadini e gli imprenditori sentono ruotare roboanti terminologie, ma forse faticano ad afferrare che cosa è concretamente possibile e che cosa si vuole veramente fare per rendere più forte e competitiva  la Romagna e le sue imprese. Francamente la materia non è agevole e non si è ancora capito bene se questa città metropolitana può essere realmente costituita, ma più ancora non si è capito che cosa dovrebbe e potrebbe fare a beneficio di cittadini e imprese. Confcommercio crede nella Romagna e ha guardato con simpatia il progetto di una Regione Romagna per dare più forza a un territorio che nella storia ultraquarantennale della nostra  Regione ha oggettivamente subito la prevalenza territoriale di Bologna e dell'Emilia. Bologna ha la città metropolitana e noi non vorremmo che l'idea della città romagnola metropolitana sia solo un tentativo di arginare lo strapotere felsineo ed emiliano".

"Quello che più conta, in ogni caso, è che i nostri politici e i fautori di questa soluzione di ingegneria istituzionale spieghino in modo chiaro ai cittadini che cosa sarebbe questa città, che ruolo avrebbe, che poteri, che margini di azione, da chi sarebbe governata e come sarebbero scelti gli amministratori - continua -. Più di tutto si deve capire che cosa la città metropolitana può e deve fare. Su questa base i cittadini e le imprese possono capire e aderire o meno al progetto. Al momento l'idea è troppo vaga, da piani alti della politica. Un po' di diffidenza, d'altra parte, è inevitabile, perché nei fatti questa voglia di Romagna coesa non si vede affatto, con la divisione tra Cesenate e forlivese sulla gestione dei rifiuti, i primi passi incerti dell'Auslona e tutta un'altra serie di partite in cui i comuni romagnoli appaiono poco legati".

"Basta vedere la difformità sulle politiche tributarie e di sviluppo delle imprese, un tema a noi caro, in cui ciascuno marcia per conto proprio. per non parlare della giungla dei regolamenti burocratici, diversi da Comune a Comune - conclude Patrignani -. Un'ultima considerazione: l'aggettivo metropolitana, riferito a città, rimanda immediatamente al tema delle infrastrutture viarie, aeroportuali, telematiche, dove purtroppo la Romagna arranca, anche a causa di divisioni, ritardi di un territorio che ha dimostrato di non essere integrato, neppure dentro la Provincia Forlì-Cesena. La Romagna che noi vogliamo, al contrario, è un territorio integrato non costruito ai piani alti, in cui le eccellenze territoriali, di cui Cesena è forte portatrice, non vengano annullate, sacrificate o cedute a altri in sudditanza a logiche superiori, ma potenziate e valorizzate. Una Romagna di un milione e 100mila abitanti che conti veramente e che accontenti cittadini e imprese".

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