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Referendum, la Cisl: "Non è stata la volta buona. Ora avanti con la Provincia di Romagna"

Così il segretario generale della Cisl Romagna, Massimo Fossati, dopo l'affermazione del "No" al referendum sulla riforma costituzionale

"Avanti con la provincia di Romagna". Così il segretario generale della Cisl Romagna, Massimo Fossati, dopo l'affermazione del "No" al referendum sulla riforma costituzionale. "Un voto - afferma Fossati - che va rispettato e che ci deve fortemente interrogare non solo per la grande partecipazione, segno che esiste un problema di “rappresentanza” e di voglia di contare, che “l’ottimismo e l’intraprendenza” renziana non ha saputo intercettare, ma anche perché sono convinto che il vincente “fronte del No” non ha una proposta comune di riforma alternativa: ogni sua componente ha proposto fino ad oggi ipotesi contrapposte l’una all’altra su tutti i principali aspetti".

"Affondata questa riforma non sembra quindi che ce ne sia un’altra, con maggiori chance, da portare avanti - prosegue Fossati -. Rimane sul tappeto la necessità di aggiornare l’ordinamento della nostra Repubblica. Un ordinamento che, con il suo bicameralismo perfetto e l’esorbitante numero di rappresentanze politiche ed amministrative è nell’ambito dei paesi democratici di tutto il mondo, qualcosa di unico e sempre più anacronistico. È stato sicuramente un voto che ha svariate sfacettature, un voto anti-establishment; ha vinto la gente che non si fida più di niente, tanto meno di chi dispensa visioni e rappresentazioni di un Paese in marcia ed in ripresa che molti strati sociali faticano a vedere nella loro quotidianità. Sarà difficile per qualunque leader trasformare la protesta in consenso e recuperare questa forte frattura che con il voto si è prodotta".

"Ora si apre una fase di forte instabilità, di incertezza di probabile ricorso alle urne, che sappiamo bene in assenza di una riforma complessiva dei livelli istituzionali e di quelle riforme di sistema necesssarie al Paese, non produrrà nulla di positivo - aggiunge il segretario generale della Cisl -. Richiamavo il tema delle riforme perché penso che ne abbiamo davvero bisogno se vogliamo diventare un paese Normale. Quello che vogliamo è far si che l’Italia ridiventi un Paese “normale” nel quale i cittadini non siano costretti ad attendere 10 anni per avere giustizia, dove chi perde il proprio posto di lavoro, possa ragionevolmente trovarne un altro in tempi brevi, dove ai diritti corrispondano altrettanti doveri, dove il merito vinca sulla raccomandazione, dove chi ha voglia di intraprendere e rischiare lo possa fare senza essere imprigionato da una burocrazia asfissiante, dove nessuna persona sia lasciata sola nel momento di difficoltà; un Paese capace di essere attrattivo, moderno e avanzato, un Paese che possa continuare a giocare un ruolo a livello internazionale, soprattutto in Europa".

"In questa pericolosissima situazione alle rappresentanze del lavoro e delle imprese sono chiesti un impegno ed una assunzione di responsabilità ancora maggiori  aggiunge Fossati -. Il sistema produttivo e lavorativo che ha cominciato a riprendersi dopo 7 anni di recessione, va posto, per quanto possibile, al riparo dalle turbolenze politiche interne, perché già di suo deve affrontare quelle della globalizzazione e di un contesto internazionale dove le incognite  economiche si sommano e si mescolano con quelle politiche (dalla Brexit alla presidenza Trump). Una globalizzazione che ha prodotto gravi guasti e un mondo nuovo in cui oggi siamo immersi. Un mondo che a volte facciamo fatica a classificare e comprendere".

"Nonostante tutto ciò, oggi è il territorio il luogo che tiene insieme gli interessi settoriali con quelli della rappresentanza dei giovani, degli anziani, delle donne, degli immigrati del mondo del lavoro e di chi un lavoro non ce l’ha, perché lo cerca o lo ha perduto - conclude -. Un territorio che oggi alla luce della vittoria del no, potrebbe innescare un processo virtuoso, andando oltre alla area vasta, previste dalla RER dopo la Legge Delrio, verso quella Provincia di Romagna oggi più che mai necessaria e possibile. Vedremo se i Sindaci Romagnoli, sapranno e vorranno essere protagonisti nel costruire questa nuova frontiera".

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