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Circolare Prefetti, Lucchi: "Non mi sento defraudato. Salvini mandi più poliziotti"

Il sindaco interviene sulla circolare che riguarda le 'zone rosse': "Non è una novità che in tema di ordine pubblico l'ultima parola spetti al Prefetto"

"La mia posizione potrà anche sembrare originale, ma non mi sento 'defraudato' (come l’Anci, Associazione nazionale dei Comuni ha dichiarato) per la circolare del Ministro dell’Interno Salvini, che dà la possibilità ai Prefetti di firmare ordinanze antidegrado per le 'zone rosse'". A dichiararlo il sindaco Paolo Lucchi sulla circolare del ministro Salvini che riguarda le 'zone rosse' (e cioè i centri storici, le piazze più frequentate, i luoghi turistici e le aree vicine a scuole ed Università). Lo scopo è quello di tenere lontani i cosiddetti “indesiderati”, senza che i prefetti debbano acquisire il consenso dei sindaci.

"Non mi sento defraudato, - spiega il sindaco - sia perché di fatto la circolare stabilisce quello che già la legge sancisce da sempre - e cioè che sull’ordine pubblico il Prefetto ha il diritto dell’ultima parola, essendo una delle sue prioritarie competenze -, sia perché nel nostro territorio vige una buona abitudine - quella di concordare le scelte che si collegano direttamente con la gestione della sicurezza delle nostre comunità -, consolidata in decenni di rapporti Prefetto/Sindaci/Questore/Comandante dei Carabinieri e confermata anche in questi mesi dal nuovo Prefetto Corona".

"Immagino - prosegue Lucchi - quindi di poter classificare la circolare del Ministro come l’ennesimo atto finalizzato alla campagna elettorale permanente nella quale si muove: l’arma di distrazione di massa odierna, che domani verrà sostituita da un’altra arma di distrazione di massa, cosicché, mentre noi tutti saremo impegnati a commentare la sua posizione, lui si sarà già spostato due caselle più avanti".

Il sindaco si pone però un quesito. "Per esempio - mettendo da parte per un attimo i dubbi costituzionali che pure molti, motivatamente, stanno avanzando sulla circolare salviniana - come sarebbe possibile allontanare, da Piazza del Popolo o dalla zona scolastica della stazione, una categoria precisa di persone? Perche, non essendo possibile stabilire a priori una responsabilità ed una volontà di delinquere, come dovremmo distinguere le persone? Per altezza, peso o magari per colore della pelle? Per quanto ci abbia pensato, fatico a capire come, anche nell’era delle tecnologie più spinte, vi sia la possibilità di anticipare il pensiero delle persone. Cosa suggerisce di fare il Ministro?"

"E poi, a chi toccherebbe di impedire l’ingresso di determinate persone nelle zone rosse? Qui la risposta è facile: alle forze dell’ordine, giusto? Perché così torniamo alla casella di partenza e cioè alla necessità di colpire duramente chi delinque, rafforzando la presenza di Polizia e Carabinieri sul territorio".

"Ecco quindi che alla casella di partenza troviamo proprio lui, il Ministro Salvini, il quale scrive le circolari (è facile riuscirci, anche perché si possono ritirare in un attimo e poi si dimenticano facilmente), ma sta facendo troppo poco per rafforzare gli organici di Polizia e Carabinieri, a Cesena come nel resto d’Italia".

"Ed allora la verità è che il Ministro dell’Interno non sta defraudando i Sindaci (e noi non dobbiamo far l’errore di sentirci tali), perché quelli che sta defraudando sul serio sono i cittadini", conclude il sindaco.

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