"Ci aspettano macerie", le proposte di Rossi (Cambiamo) per le aziende cesenati

"Sacrosanto pensare, in primis, all'emergenza sanitaria - prosegue Rossi - ma che questo non diventi l'alibi per non iniziare a ragionare anche sul dopo"

"Le proroghe delle imposte locali discusse in riunione pre-consiliare ed annunciate oggi dal sindaco Lattuca dimostrano che, al di là delle stringenti questioni sanitarie, in questo comune si comincia finalmente a ragionare anche sul 'dopo'. Ma è evidente che, rispetto allo scenario che ci attende, queste misure avranno un effetto modesto". 

Andrea Rossi, capogruppo della lista civica Cambiamo, torna a puntare i riflettori sull'emergenza economica e sulle difficoltà delle imprese e dei lavoratori cesenati che pagheranno un dazio salatissimo a questa paralisi del sistema produttivo. 

"Quando ripartiremo - spiega Rossi - dovremo aspettarci uno scenario di macerie. Perché queste misure per combattere la diffusione del virus, di cui ancora ignoriamo l'esatta durata, avranno un impatto tragico sul nostro tessuto imprenditoriale e lavorativo. E invece, anche a livello comunale, vedo misure ancora troppo soft".

Ma, in questa fase di "lockdown", in cui vacilla la tenuta dell'intero sistema economico cesenate, la lista Civica Cambiamo rimarca: "Sacrosanto pensare, in primis, all'emergenza sanitaria - prosegue Rossi - ma che questo non diventi l'alibi per non iniziare a ragionare anche sul dopo. Avevo già proposto, anche a livello locale, l'istituzione di un 'Cesc', ovvero un comitato economico straordinario di crisi in grado di mappare l'emergenza e di varare le misure più efficaci per arginare il crollo del sistema imprenditoriale locale. Capisco quando Lattuca dice che, prima, occorre fare il bilancio perché con la prevedibile diminuzione delle entrate sarà molto complicato far quadrare i conti, ma questo non deve impedire che, intanto, non si cominci a ragionare".

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E Rossi parte proprio da una proposta concreta: "Non abbiamo mai condiviso il provvedimento delle scuole materne gratis per tutti, ma in questo momento di crisi riteniamo che quel progetto vada quantomeno congelato e quegli 800mila euro dirottati verso necessità più stringenti, come ad esempio il sostegno al sistema imprenditoriale cesenate che, terminata l'emergenza, sarà l'unico motore in grado di far ripartire la nostra economia e assicurare lavoro, crescita e mantenimento della qualità sociale del nostro territorio".

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