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Chiude l'hotel Splendid, la Lega: "Il problema profughi non si cancella"

Lo affermano Enrico Dall’Olio e Giulia Zecchi (Lega), riferendosi agli annunci diffusi dall’amministrazione di Cesenatico

Chiuderà anche lo Splendid, ma le polemiche non si spegneranno”. Lo affermano Enrico Dall’Olio e Giulia Zecchi (Lega), riferendosi agli annunci diffusi dall’amministrazione di Cesenatico. "È vero, non possiamo che esprimere soddisfazione per la fine dell’annosa questione dello Splendid, teatro di degrado e di un’accoglienza piena di problematiche, che, vogliamo ricordarlo solo la Lega ha denunciato fin da subito, mostrando una lungimiranza assente in altre forze politiche affette da miopia ideologica", esordiscono.

"Tuttavia, il problema rimane, pur spostato in zone periferiche - evidenziano -. E ricadrà sui residenti delle abitazioni sparse nell’area del nuovo centro di accoglienza, in via Canale Bonificazione, dove saranno trasferiti dieci stranieri. E gli altri 16? Non è dato di saperlo. Forse perché le locali amministrazioni di sinistra, conoscendo bene le reazioni dei residenti, tentano di nascondere e dissimulare. E promuovono un’ospitalità diffusa ancora più critica, se possibile, per le ricadute sulla popolazione di quella concentrata in strutture uniche, ma più facilmente controllabili. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Questo deve essere il pensiero del Pd, che invece di affrontare il problema difficile della convivenza, lo scarica sugli abitanti. Noi pensiamo che chi entra illegalmente nel paese non possa fare quello che vuole fino a che non ha ricevuto lo status di profugo. Il trattamento deve essere dignitoso, ma controllato. E non sappiamo se questa nuova sistemazione, con un intreccio di soggetti proprietari dell’immobile e gestori, possa garantire effettivamente sicurezza e tutela".

"In ogni caso, invitiamo la Giunta Gozzoli a meditare molto più a fondo sulle dichiarazioni che rilascia e sulle azioni che intraprende nei confronti degli stranieri richiedenti asilo - concludono -. Sono evidenti infatti le gravi responsabilità della loro parte politica nella colpevole gestione degli sbarchi e di un’accoglienza che senza dubbio ha risposto a esigenze radicalmente diverse dalla solidarietà. Ed è altrettanto palese che la responsabilità degli ormai quotidiani episodi di furti, spaccio e dei ripetuti atti di violenza anche gravissimi, in particolare contro le donne, che hanno come protagonisti stranieri irregolarmente presenti sul territorio, richiedenti asilo o persone che hanno già ricevuto un qualche status, ricadono sulle spalle di chi ancora chiude gli occhi di fronte a questa realtà".
 

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