Cesenati per Cesena, riflessioni generali su Cesena e la Romagna

"Cesena ha un grosso potenziale, in gran parte inespresso, anche per quanto riguarda cultura, produzione di cultura e turismo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Cesena ha un grosso potenziale, in gran parte inespresso, anche per quanto riguarda cultura, produzione di cultura e turismo. Col tempo l’impressione è quella di una progressiva e sempre maggiore “provincializzazione” e di rincorsa verso le altre principali città romagnole.

Cesena è una città “indefinita” (di tutte le città dell’alta Romagna, Cesena è di certo la più segreta. Sergio Zavoli), né grande né piccola, né capoluogo né provinciale, una città a misura d’uomo ma aperta al mondo, locale e internazionale, contadina e industriale: è sempre stata la sua caratteristica principale nel tempo (e quella cu' il Savio bagna il fianco, / così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, / tra tirannia si vive e stato franco) ma oggi sembra si vada sempre più verso la dimensione minore, più provinciale.

Sarebbe bene invece ricordarci del nostro passato e analizzare bene il nostro presente, ad esempio:

Cesena era l’unica sede di Università in Romagna fino all’invasione napoleonica, che la chiuse; Cesena è l’unica città romagnola sede di un conservatorio di musica; il palco del teatro Bonci è uno dei più grandi d’Italia; a Cesena è attivo un corso dell’accademia di belle arti di Bologna.

La campagna cesenate è rimasto uno dei pochi luoghi italiani in cui la centuriazione disegna il territorio ed essa è anche alla base anche del disegno urbano cittadino.

Le atre città capoluogo romagnole sono già dotate di una precisa impronta culturale e artistica: in particolare, dal punto di vista museale si ha Ravenna col MAR, Rimini col Museo della città (e il recuperato ex ospedalino) e Forlì col S. Domenico. Inoltre, queste città hanno anche in campo altri importanti progetti (per esempio la ricostruzione del Teatro Galli e del Museo Fellini a Rimini) e contenitori culturali (Palazzo Rasponi a Ravenna, le architetture razionaliste a Forlì). Ognuna di queste città ha una precisa identità culturale e museale.

E Cesena?

A Cesena, ad oggi, non esiste un preciso punto di riferimento museale ma vi sono diversi piccoli spazi museali e molto patrimonio (sia inteso come contenitore che come contenuto) nascosto, prestato o disperso. Molte sono invece le possibilità e le potenzialità, anche come possibile eccellenza culturale.

Cosa vuole fare l’amministrazione?

La settimana scorsa in un primo incontro con l’Amministrazione (20 gennaio 2016), avvenuto dopo nostra richiesta scritta e dopo le notizie dell’incontro con il Direttore del Polo Mussale dell’Emilia Romagna, sono emerse le proposte, alcune già attuate e molte in fase di attuazione, di una serie di piccoli interventi a favore della cultura e dello sviluppo culturale cittadino (apertura tutti i giorni della Malatestiana, intenzione di aumentare l’orario di apertura della Rocca, il bando per le due gallerie d’arte comunali, il recupero del Ridotto del teatro Bonci, del palazzo Bufalini, ecc.).

Ci è sembrato evidente invece che non esista un progetto globale, complessivo e completo dal punto di vista culturale e museale.

In che modo si vogliono “mettere a sistema” ora i diversi spazi museali presenti?

Qual è il progetto a breve termine dell’Amministrazione su questi temi (culturale e museale)?

Qual è il progetto a lungo termine dell’Amministrazione su questi temi (culturale e museale)?

Come valorizzare le eccellenze presenti, sia a breve che a lungo termine?

Come implementare le possibilità culturali, di valorizzazione, del fare arte e cultura?

Quali sono le strategie che l’Amministrazione vuole adottare a breve e a lungo termine nell’ambito globale di turismo, cultura, arte e del fare cultura?

Esiste un rapporto diretto, un’organizzazione comune culturale alle 4 città capoluogo romagnole?

Proposte di Cesenati per Cesena - #Possibile

Ragionare in un’ottica di Area Vasta Romagna anche nel campo artistico, culturale e turistico e non solo in quello, per ora, sanitario: pensiamo siano necessario innanzitutto una strategia comune romagnola (che metta in evidenza le singole peculiarità, senza controproducenti sovrapposizioni) oltreché regionale e una strategia globale cesenate.

Trovare un’eccellenza sulla quale puntare (le arti audiovisive -cinema, teatro, danza-? l’arte contemporanea? la letteratura? le arti visive? artisti romagnoli? artisti under 35? street art? …) che metta in luce luoghi, esperienze, associazioni, attività già esistenti (teatro Bonci, centro cinema S. Biagio, Societas Raffaello Sanzio, accademia di belle arti, teatro della Val d’Oca, …) e che possa fare da grande attrattore turistico-culturale e di eventi (come a Forlì il S. Domenico, a Rimini il museo della città e l’ex ospedalino, …).

Creazione del Museo della Città anche alla luce dei contatti avvenuti con la segreteria del Ministro Franceschini e dell’incontro col direttore del Polo museale dell’Emilia-Romagna : viste le sue caratteristiche spaziali interne ed esterne, la posizione accessibile, il recupero parziale già avviato della Portaccia, riteniamo perfetto lo spazio già individuato dell’ex convento di S. Agostino, del quale esistono già rilievi, vecchie volontà di recupero e riuso museale da parte di precedenti Amministrazioni, progetti di recupero e studi museografici della Facoltà di Architettura. Inoltre, la chiesa di S. Agostino, restaurata una decina di anni fa e già utilizzata come “contenitore” di eventi culturali, è di per se un piccolo museo e può essere parte integrante del nuovo percorso museale e utilizzata, appunto, per conferenze, eventi, concerti, ecc. Per noi è urgente non perdere l’occasione del manifesto interessamento del Direttore del Polo mussale, regionale per l’attuazione di questo progetto, per dare a Cesena una eccellenza artistica e culturale !

Ma questa è una priorità per l’Amministrazione ? Le tempistiche per ottenere un incontro, e i tanti rinvii ci fanno pensare che mentre la città si sta interessando e attivando, l’Amministrazione non abbia ancora idea molto chiare di cosa e di come farlo. Che si voglia prendere tempo per recuperare un pò di terreno dopo essere stati presi in contropiede su una iniziativa tanto importante.

Catalogazione del patrimonio museale esistente: ad esempio fare una convenzione col C.d.L. in Conservazione dei Beni Culturali per tirocini o per la redazione di Tesi di Laurea il cui scopo sia appunto quello di catalogare e inventariare il patrimonio esistente, anche attraverso borse di studio.

Redazione di un progetto culturale e museale complessivo, in cui viene anche ripensato l’uso degli spazi ora mussali : ad esempio si possono utilizzare alcuni di questi spazi per mostre temporanee (se non ne viene previsto uno spazio specifico nel museo della città), come luoghi per eventi temporanei (come l‘ex ospedalino a Rimini), luoghi per associazioni e singoli in cui fare arte, laboratori, o come residenze per artisti.

Arte contemporanea come magnete attrattore in centro: il centro storico è un museo a cielo aperto ed è ancora oggi un contenitore perfetto per ospitare eventi e mostre di arte contemporanea permanenti e temporanee, come le arti grafiche e la street art (ad esempio Keith Haring, Banksy, Eron, Invaders), la scultura (come la mostra diffusa di Rabarama nel 2008, di Pomodoro nel 1995, per citare grandi nomi), eventi di danza, musica,…

In quest’ottica, si può proporre a Cesena l’esperienza in collaborazione con altri Comuni italiani, per favorire la street art catalogando i muri e gli spazi adatti a graffiti e murales e dando la possibilità ad artisti di strada, previa presentazione del progetto, di utilizzarli come loro tele. Riteniamo sia importante avere coraggio e inserire gli spazi adatti presenti anche in centro storico, oltreché quelli nelle periferie e frazioni.

Ampliare il percorso espositivo della biblioteca Malatestiana anche alla biblioteca Comandini e utilizzando anche la galleria di S. Giorgio e i locali che saranno poi liberati del museo archeologico (ripensando quindi all’intero complesso della Grande Malatestiana).

Valorizzare i grandi artisti cesenati e romagnoli come Sughi, Cappelli e Caldari, Ilario Fioravanti, Leonardo Lucchi, Guido Guidi, Eron, inserendo ad esempio un’apposita ala o appositi spazi alle loro opere, favorendo mostre monografiche, il recupero dei loro archivi, ecc.

Favorire un rapporto con l’Università anche in questo campo: perché non istituire, in collaborazione con l’Unibo, la creazione di un “museo didattico dell’Università” anche a Cesena come a Bologna, creando ad esempio un’ala coi lavori della facoltà di Architettura (progetti, disegni, modelli di edifici,…), una col museo dell’informatica (che fine ha fatto il progetto del 2005?), una sulla psicologia e una sull’agricoltura e le tecnologie alimentari (con anche un giardino dei frutti dimenticati?), oltre a un’ala con la storia dell’Università a Cesena, a partire dai documenti di quella che era l’Università di Cesena del 1500.

Mettere a sistema le diverse architetture del centro (anche private) come spazi per mostre ed eventi, o anche solo per la loro visita: ottima l’apertura delle chiese di S. Agostino, S. Cristina e S. Zenone, che possono essere usate ad esempio come luoghi in cui far dialogare arte e architettura antica con l’arte contemporanea, rendere accessibili i palazzi storici e le collezioni anche private con appuntamenti fissi (previ accordi coi proprietari, naturalmente), favorire eventi come quello che ogni anno si tiene in via Sacchi in cui i cortili dei diversi palazzi si aprono ai cittadini, ecc.

Nell’ottica del museo diffuso, si può riproporre e ampliare l’iniziativa “riaccendiamo le vetrine” utilizzando questi spazi non solo per esposizione di prodotti artigianali ma anche come spazi di lavori per artigiani e artisti, come studi per giovani architetti, grafici, designer,…

Riteniamo, infine, che sia fondamentale in tutti i campi ricercare la qualità degli interventi: in quest’ottica, riteniamo fondamentale avvalersi dello stumento del concorso d’idee e del concosrso di progettazione al fine di poter scegliere il progetto migliore (sia che si tratti di un edificio, di uno spazio pubblico aperto o chiuso, di un allestimento, di un progetto artistico, turistico, culturale).

Questo il nostro manifesto per la cultura e l’arte nella nostra Città, questo il nostro progetto per realizzare a Cesena un Museo Cittadino ambizioso .

Certi di un interessamento, si porgono distinti saluti.

Cesenati per Cesena - #Possibile

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