Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Conflitto di interessi a Cesenalab, Fabbri rincara: "Dimissioni di Dionigi e Margara"

Non si accontenta delle risposte dell'amministrazione comunale l'attivista politico Davide Fabbri che negli ultimi giorni ha paventato un conflitto di interessi

Non si accontenta delle risposte dell'amministrazione comunale l'attivista politico Davide Fabbri che negli ultimi giorni ha paventato un conflitto di interessi tra la loro attività pubblica e quella privata di imprenditori dell'assessore del Comune di Cesena Tommaso Dionigi e del coordinatore del Campus cesenate dell'Università di Bologna Luciano Margara, che operano con le loro aziende nel settore dell'information technology e contemporaneamente siedono nella stanza dei bottoni di Cesenalab, che si occupa dello stesso ambito.

Nella sua risposta il sindaco Paolo Lucchi ha rifiutato l'accusa ricordando, per quanto riguarda l'assessore Dionigi, “la sua attività non si svolge nel Comune di Cesena né in Emilia-Romagna; non riceve finanziamenti pubblici; non utilizza la struttura di Cesenalab, che si occupa di imprese dell'information technology, lo stesso settore nel quale, da imprenditore, è impegnato Tommaso. In sintesi l'imprenditore Dionigi non approfitta in alcun modo dell'attività amministrativa dell'Assessore Dionigi”. Per Fabbri, tuttavia, questo non è vero e comunque non sufficiente.

LA VICENDA – Scrive Fabbri: “L'assessore del Comune di Cesena Tommaso Dionigi e il coordinatore del Campus cesenate dell'Università di Bologna Luciano Margara fanno anche gli imprenditori, fanno affari insieme in settori da conflitto d'interesse. Tommaso Dionigi e Luciano Margara sono insieme in ben tre società: la LAB51, la LMTD e la FoodStation srl. La prima opera nel settore informatico ed ha per oggetto principale lo sviluppo, la vendita e la commercializzazione di sistemi informatici, l'erogazione di servizi e prodotti informatici nonché la consulenza e la formazione in ambito informatico. La seconda società ha per oggetto l'acquisto, la gestione, il possesso e la vendita di titoli azionari ed obbligazionari, nonché di partecipazioni in altre società (è di fatto l'azienda che controlla la Lab51). La terza è nata per operare nel campo della commercializzazione di beni nel settore alimentare, utilizzando soprattutto strumenti informatici”.

“Sia Dionigi che Margara svolgono altresì attività con un ruolo squisitamente pubblico-istituzionale: uno fa l'assessore "pesante" in Comune (con tante deleghe), l'altro è il numero uno dell'Università pubblica a Cesena. Sia Dionigi che Margara fanno parte del Comitato scientifico di Cesenalab, una società partecipata anomala. E’ stata costituita dal Comune di Cesena, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e dall’Università di Bologna. Ma non ha personalità giuridica. E’ un progetto (sic!). Non è né srl, né spa, né soc.coop. Un bel modo per gestire in maniera discrezionale e arbitraria – senza fare gare – soldi pubblici, incarichi, lavori, affidamenti, acquisti. Cesenalab non presenta di conseguenza un bilancio ufficiale trasparente delle proprie attività”.

IL CASO “CESENALAB” - Continua Fabbri: “Tutto il giro pazzesco di danaro pubblico e privato che passa in Cesenalab non viene indicato in un bilancio pubblico trasparente. Infatti Cesenalab nasce nell’aprile del 2013 ed è gestita da una società partecipata, Serinar spa, la società partecipata costituita allo scopo di promuovere e qualificare i Corsi di Laurea e iniziative di cui l’Università di Bologna ha previsto la realizzazione o l’attivazione o il decentramento nelle città di Forlì e Cesena. In Cesenalab sono stati raccolti dal 2013 fino ad ora investimenti privati e pubblici per oltre 1 milione di euro (1,2 milioni di euro, per la precisione). I soldi pubblici vengono messi da Comune di Cesena e dalla Regione Emilia Romagna. Il Comune di Cesena investe in Cesenalab 100.000 euro l’anno. La Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena concede a Cesenalab gli spazi in comodato gratuito. Il Campus Universitario di Cesena ha la responsabilità scientifica del progetto: 60 giovani coinvolti, 45 fondatori e 15 dipendenti; 40 studenti per tirocini e stage universitari. Sono stati sostenuti 12 team”. 

LA REPLICA DI FABBRI. Per l'attivista politico non sarebbe vero che le società di Margara e Dionigi non operano a Cesena e in Emilia-Romagna: “La terza società in affari fra Dionigi e Margara - che si chiama FoodStation srl - ha iniziato la propria attività a Cesena, i cui soci sono principalmente Dionigi e Margara attraverso la partecipazione della società LMTD. La FoodStation sta facendo attività di ricerca di personale a Cesena dato che ha recentemente fatto annunci di lavoro sul sito subito.it cercando fattorini per una attività lavorativa di consegna merce a domicilio da svolgersi a Cesena. Gli annunci di lavoro sono stati fatti con la partita iva della società LAB51”.

E conclude: “Il punto essenziale del conflitto d'interesse è questo: i nostri due protagonisti sono imprenditori - anche nel territorio comunale di Cesena - nello stesso settore delle start-up e imprese innovative che vengono valutate, giudicate e sovvenzionate da Cesenalab. Chi decide in Cesenalab sono gli stessi Dionigi e Margara. Anche se non ricevono emolumenti economici nello svolgere il compito di membri nel Comitato scientifico di Cesenalab, rimane il conflitto di interessi: un assessore comunale e il numero uno dell'Università cesenate (insieme in affari in ben tre società come imprenditori nel settore informatico e delle nuove start-up) che contemporaneamente valutano, giudicano e sovvenzionano imprese innovative sul fronte Cesenalab. Alla luce di tutto questo, l'unica soluzione possibile sono le dimissioni dell'assessore Dionigi e del coordinatore universitario Margara”.

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