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Il sindaco al ministro Lorenzin: "Preoccupazione per l'aumento dell'Iva"

Il sindaco: "Cesena ha assunto ormai stabilmente il ruolo di città capo-distretto, il che ha ricadute significative soprattutto in termini di responsabilità nella programmazione dei servizi, siano essi sociali, socio-sanitari, educativi, afferenti alla mobilità, all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale"

"Un tangibile e diffuso “benessere” – da intendersi letteralmente come buona salute fisica e psichica, ma anche come estesa prosperità – caratterizza Cesena da alcuni decenni, condizionandone positivamente lo sviluppo, in particolare dal punto di vista urbanistico e della offerta di servizi alla persona". Questo l'incipit del discorso che il sindaco Paolo Lucchi ha tenuto in Comune alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin dei rappresentanti delle associazioni impegnati nella lotta all'Alzheimer. E proprio al ministro il sindaco ha espresso la sua preoccupazione per l'incremento dell'Iva per le prestazioni sociali dal 4 al 10% previsto dal Governo.

"Non è stato casuale aver consolidato questi risultati a Cesena e in Romagna. Qui è stato fatto con lungimiranza, anche alla luce di una situazione geografica, economica e sociale di particolare favore: un bacino territoriale omogeneo, che ha sostenuto lo sviluppo dell’industria e del terziario senza dimenticare le proprie origini rurali; un territorio in cui sono stati assicurati benessere diffuso e servizi di qualità, nel rispetto di tutti gli equilibri territoriali, dalla collina, alla pianura fino alla costa. Per la nostra comunità si tratta di un patrimonio insostituibile, che come istituzione abbiamo la responsabilità di salvaguardare e, quanto più possibile, di migliorare".


 
"Cesena ha assunto ormai stabilmente il ruolo di città capo-distretto, il che ha ricadute significative soprattutto in termini di responsabilità nella programmazione dei servizi, siano essi sociali, socio-sanitari, educativi, afferenti alla mobilità, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale. E’ alla coesione sociale cesenate che si deve pensare volendo identificare il valore aggiunto più forte del territorio, potendo ricomprendere in tale concetto un virtuoso sistema di servizi, attività ed offerte che incidono direttamente su una qualità della vita che, nonostante la evidente crisi in corso, è ancora buona".

"La città ha saputo investire, innanzitutto, nel’integrazione e nell’affermazione di politiche di rete fra il pubblico ed il privato: le attività di prevenzione, assistenza, cura, i servizi educativi e i luoghi della socializzazione e dell’integrazione culturale sono ideati, animati e gestiti da una fittissima rete di istituzioni, associazioni, cooperative  sociali e fondazioni che lavorano insieme condividendo obiettivi comuni: 308 enti, di cui 8 pubblici (6 Comuni, 1 azienda ASL e la provincia). Al quadro, naturalmente, va aggiunto il sistema imprenditoriale cesenate, in particolare quello attivo negli ambiti dell’innovazione tecnologica e dell’agroalimentare, che in buona parte sta resistendo alle difficoltà di questi anni".
 

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