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Cesena Siamo Noi: "Voto contrario ad un Piano urbanistico contradditorio e poco condiviso con la citta"

"L'ultimo consiglio comunale di giovedì 23 settembre ha visto in discussione il PUG, il nuovo piano urbanistico generale di Cesena e Montiano, che sarà il principale strumento per lo sviluppo cittadino, almeno per i prossimi 15 anni"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

L'ultimo consiglio comunale di giovedì 23 settembre ha visto in discussione il PUG, il nuovo piano urbanistico generale di Cesena e Montiano, che sarà il principale strumento per lo sviluppo cittadino, almeno per i prossimi 15 anni. CSN e il suo nuovo portavoce in consiglio, l'architetto Denis Parise, per criticità emerse sia di metodo che di merito, hanno espresso voto contrario al piano, infine approvato con i soli voti favorevoli della maggioranza. Cesena aveva approvato il suo ultimo Piano, il PRG vigente, nel 2003, facendo riferimento ad una legge urbanistica già allora superata dalla Regione, che ne aveva appena approvato una nuova nel 2000: per Cesena allora un piano nuovo, paradossalmente nato vecchio! Da allora ad oggi non si è più messo mano alla pianificazione generale, procedendo per piani attuativi e varianti. Più volte CSN ha lamentato questo modo di lavorare, privo di una reale prospettiva, perché non fondato sul confronto con la città, sollecitando la necessità di riprendere il dibattito pubblico sul futuro e costruire una strategia di sviluppo condivisa. Il dibattito sul PUG attuale, nel contesto della più recente legge regionale del 2017, che ha rivoluzionato il modo di concepire l'urbanistica, poteva rispondere a questa necessità ma, nel metodo e nel merito dei contenuti, a nostro avviso ha mancato gli obiettivi dichiarati. Sul metodo diremo che la Giunta e gli uffici hanno iniziato a costruire il Piano 20 mesi fa, accompagnando il percorso con una serie di sedute di commissione e attività partecipate svolte quasi sempre a distanza a causa della pandemia. Oggi che la proposta di piano è pronta, la giunta ne propone l'assunzione al Consiglio, dopo cui scattera immediatamente il "regime di salvaguardia", che significa in pratica che il nuovo piano e quello vecchio saranno validi entrambi e si dovrà applicare sempre il più restrittivo.

Una scelta non obbligatoria questa ma fatta dalla Giunta, che avrebbe potuto seguire una procedura diversa, adottando lei stessa la proposta di Piano e dando pubblicazione del piano adottato aperto formalmente alle osservazioni dei cittadini, come fatto nella vicina Cesenatico. Questo avrebbe permesso un tempo di approfondimento e diffusione maggiore e sarebbe stata anche una assunzione di responsabilita' politica, per un piano che sostanzialmente rimane farina del suo sacco: un piano che riflette obiettivi e modus operandi di questa giunta, come dimostra anche il voto contrario di tutte le forze consigliari di minoranza. CSN ritiene che, dopo 20 anni senza un nuovo piano e dopo un periodo di confronto pubblico assai limitato, anche nelle modalita' restrittive dettate dalla pandemia, la scelta di far scattare subito la salvaguardia sia discutibile, destinata a causare confusione tra le imprese coinvolte. Questa scelta comporterà che da domani saranno salvi solo gli interventi diretti, che hanno presentato la comunicazione di inizio lavori dopo l' adozione del PUG. Per tutte le altre proposte di intervento già presentate, magari in attesa dell’efficacia da parte degli uffici comunali, si può profilare un adeguamento alle norme del nuovo Piano, per cui i progetti dovranno essere modificati e ripresentati o in molti casi annullati, gettando alle ortiche mesi di attese, di progettazione, e importanti investimenti economici da parte dei cittadini. Riteniamo grave cambiare le regole in questo modo, considerando che attualmente mancano i presupposti di conoscenza ed il supporto tecnico per attuare il PUG, sia da parte dei tecnici privati che da parte della struttura pubblica. Non c’è tempo per metabolizzare il Piano, che in pratica entra in vigore subito.

Inoltre ci sembra un segnale del perdurare di una difficolta'a coinvolgere maggiormente i cittadini nelle scelte sulla citta', che li riguardano direttamente. Una seconda considerazione di metodo è infatti relativa al processo partecipato, che ha incluso la cittadinanza fin dalla fase iniziale del PUG, cosa interessante e innovativa per Cesena. Purtroppo si tratta ancora di una partecipazione piu' di forma che di sostanza. È stato detto che è stata un’esperienza di successo e di alta partecipazione: visto il numero di partecipanti ci sentiamo di dire che questa affermazione è alquanto discutibile. Ma il punto politico è un altro: l' assenza, nella “Strategia per la qualità urbana ed ecologico ambientale”, delle tracce sostanziali (non solo formali) del percorso partecipato fatto con i cittadini. Non c’è evidenza di come questo percorso abbia contribuito a modificare le scelte di pianificazione. Non siamo quindi in grado di sapere se e quanto hanno inciso i cittadini interpellati sulle strategie che oggi assumiamo. Perché coinvolgere i cittadini se poi non si valorizzano le loro specifiche proposte, invece di utilizzare il loro coinvolgimento come una validazione generale su tutto il piano? Perche' si e' deciso di non dare una maggiore diffusione alle linee del Piano con attivita che ora possono essere maggiormente attuate in presenza? Questa è una cosa rilevante per dare sostanza alla partecipazione. Nel merito diremo che le linee strategiche proposte nel PUG sono teoricamente condivisibili per CSN: la riduzione del consumo di suolo, l’utilizzo delle volumetrie esistenti prima di costruirne di nuove, le azioni proposte per il miglioramento della qualità ambientale e urbana. Sono tutte “voci” che derivano non solo dalla Legge Regionale, ma anche dagli obiettivi di sviluppo sostenibile che sono ormai condivisi a livello internazionale, quelli dell’Agenda ONU 2030 e del Green Deal europeo per intenderci. Come non essere d’accordo? Il rischio è che le 5 strategie per la nostra città siano assolutamente generiche, il libro dei sogni, che contempla di tutto e di più ma che non dice ciò che è più importante fare, cioè quali sono le priorità, come saranno svolte a Cesena, cioè come le strategie si caleranno nel contesto local.

Questo ci fa dire che le strategie che si leggono nel documento sono teoriche e di una banalità sconcertante. Per fare un solo esempio, l' importante strategia su come rendere Cesena attrattiva, che riguarda le prospettive di crescita future, che dipendono dalla capacità di offrire spazio a nuove attività, quindi di sostenere l’economia. Più volte abbiamo sentito dire nel dibattito pubblico che Cesena ha una forte vocazione per la logistica, e questo potrebbe essere proprio un punto forte della strategia sull’attrattività. Su questo il PUG è praticamente muto. Un importante fatto e'che la Regione Emilia-Romagna sta puntando sul potenziamento della multi-modalità. Arrivano 130 milioni di euro dal Recovery Plan per il Porto di Ravenna, per cui ci sarà una vera e propria ristrutturazione logistica che interesserà anche la rete ferroviaria e stradale della Romagna e avrà notevoli ripercussioni sullo sviluppo futuro. Se è vero che Cesena ha una forte vocazione logistica, come si inserirà la città in questo grande progetto? Nel PUG non ci sono raccordi con questo scenario strategico. Come potremmo pensare di potenziare la logistica senza realizzare o completare le infrastrutture necessarie? A che punto è il progetto del fantomatico Lotto zero? E vogliamo parlare della via Emilia bis che nella strategia è liquidata in due righe? Solo formali i raccordi poi con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e il PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche).

Come si vuole lavorare sulla mitigazione degli impatti ambientali delle scelte che si faranno? Molte aziende hanno già comperato terreni agricoli a Pievesestina e sono pronte a costruire nuovi insediamenti anche per la logistica, come dimostra il caso Arca. Se il Comune non esprime chiaramente la sua strategia saranno le grandi aziende a dettare le regole dei nuovi poli produttivi che potranno insediarsi grazie al 3% previsto dalla legge e che corrisponde a circa 70 ettari di terreno agricolo. C’è da chiedersi se l’amministrazione abbia gli strumenti per valutare la sostenibilità delle proposte che riceverà. Ci auguriamo che saprà tutelare i RESIDENTI, che altrimenti dovranno diventare RESISTENTI per salvaguardare i loro diritti! Infine, il grande tema della Legge Urbanistica è il consumo di suolo. Come si prospetta la questione a Cesena, alla luce del nuovo PUG? Oltre alle espansioni previste con il 3%, circa 70 ettari, ci sono tutte le aree di espansione del PRG 2000, che il nuovo PUG ripropone a fotocopia. Fino ad oggi la comunicazione pubblica ha affrontato il tema della rigenerazione e dei contenuti innovativi del piano, ma non ha toccato in alcun modo la contraddizione con cui si propone il consumo di suolo zero e contemporaneamente ripropone la maggioranza delle aree di espansione del PRG 2000 che conserva molti ettari di aree agricole edificabili. Questo fatto come sarà spiegato ai cittadini quando vedranno che la cementificazione continua, considerando che nel territorio sono presenti un ingente patrimonio invenduto e molti volumi inutilizzati? Questo PUG ci sembra ricco di buone intenzioni, pieno di evidenti contraddizioni, e davvero poco calato nel contesto, ed esprimiamo preoccupazione per la salvaguardia. Una proposta che raccoglie l’eredità della mala urbanistica che si è fatta in questi anni a Cesena, un piano a consumo di suolo zero ma con molti ettari di terreno edificabile che pone chiaramente l’operato di questa amministrazione in continuità con quelle precedenti.

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