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Cesena 2024: "Pievesestina diventi la piattaforma logistica per il fresco e il freddo del centro Italia"

L’area, situata nella zona di Pievesestina, è interamente di proprietà dell’Amministrazione Comunale e si trova al centro dello snodo fra la A14 Bologna-Taranto e la E45 Ravenna-Orte

"Riteniamo che l’area che va dal Mercato Ortofrutticolo, passando per gli immobili della Fiera di Cesena ed arrivando all’Autoporto, abbia tutte le carte in regola per poter diventare il nuovo centro logistico di scambio merci fresco e freddo non solo della Romagna, ma a servizio del nord e del centro Italia. Questo perché, considerata la volontà del Governo di ampliare il porto mercantile di Ravenna, vista la possibilità di accedere al Recovery Fund per finanziare interventi di aggiornamento delle infrastrutture e valutata la posizione strategica di cui Cesena beneficia, risulta semplice capire come la nostra città abbia non solo la possibilità, ma la necessità di elaborare un progetto che può trasformare una esigenza in una opportunità". A parlare è Lorenzo Zammarchi, coordinatore di Cesena 2024.

L’area, situata nella zona di Pievesestina, è interamente di proprietà dell’Amministrazione Comunale e si trova al centro dello snodo fra la A14 Bologna-Taranto e la E45 Ravenna-Orte. "Pensiamo sia giunto il momento di guardare al futuro, proiettando il compendio in una dimensione che non cancelli quanto è stato realizzato con capacità e lungimiranza da chi ha gestito e sta gestendo queste strutture, ma che valorizza, contestualizza e rende maggiormente competitivo tutto il comparto - continua Zammarchi - In sintesi, il Mercato Ortofrutticolo manterrebbe la sua attuale funzione, destinando però buona parte dei piazzali alla piattaforma logistica; su Cesena Fiera proponiamo di confermare l’odierna configurazione del blocco degli uffici direttivi e delle sale congressi, ovvero quella attualmente affidata all’Ausl Romagna e utilizzata per le vaccinazioni Anti-Covid, continuando a garantire gli spazi destinati alla Cittadella del Basket e alle Associazioni che già oggi esercitano all’interno di alcuni padiglioni, mantenendo l’organizzazione di Macfrut e delle altre manifestazioni seppur sviluppandole in location diverse dai capannoni della fiera".

"Ma realizzare strutture refrigerate e rampe per carico-scarico degli autotreni non è sufficiente, e per il buon esito del progetto riteniamo fondamentale il rispetto di altri due punti - conclude Zammarchi - Il primo riguarda il rafforzamento dei collegamenti, riqualificando interamente la E45, intervento che chiediamo convintamente da tempo e indipendente dalla realizzazione dell’hub logistico, e dotando l’area di Pievesestina di un terminal ferroviario ad alta velocità destinato al cargo. Il secondo punto riguarda il coinvolgimento della gestione dell’Autoporto e di tutti gli attori che già oggi, nel nostro territorio, esercitano e supportano l’attività logistica, mettendo a sistema gli investimenti del pubblico e dei privati per poter dare una risposta concertata e coordinata, quantitativamente e qualitativamente superiore. Crediamo nel progetto e ci impegneremo presso ogni sede istituzionale, dal Comune alla Regione e al Governo, per far capire come questo nuovo hub sia strategico per la nostra città, per l’Emilia Romagna, per l’intero Paese".

La Lega: "Storia infinita"

“Stupisce come Lorenzo Zammarchi, coordinatore di Cesena 2024, scopra solo oggi l’acqua calda. Ovvero che Cesena è la località più adatta a ospitare un centro logistico di scambio merci fresco e freddo transregionale. Noi della Lega ne siamo convinti da anni e lo abbiamo riproposto anche in una recente seduta della Prima commissione in Consiglio comunale dove si è parlato del futuro del Mercato ortofrutticolo, senza tuttavia ottenere risposte soddisfacenti - attaccano i consiglieri comunali della Lega Antonella Celletti, Enrico Sirotti Gaudenzi, Fabio Biguzzi e Beatrice Baratelli - La storia del progetto di una piattaforma logistica specializzata nel fresco, a valenza nazionale, da realizzare a Cesena, affonda le radici nel passato. Ricordiamo a Zammarchi che era il 6 ottobre 2010, più di 11 anni fa, quando la Giunta comunale a guida del piddino Paolo Lucchi annunciò con enfasi che il progetto di questa piattaforma era stata inserita nel Piano nazionale della Logistica. Il progetto, partito anni prima, era stato elaborato da un gruppo di lavoro dove erano presenti anche amministratori locali e provinciali del Pd. Nel novembre 2011, poi, Lucchi firmò il documento arrivato da Roma che formalizzava l'accordo per l'avvio della progettazione operativa della struttura. Il 18 giugno 2013, nel corso di un convegno svoltosi a Pievesestina si illustrò un corposo studio di fattibilità dell’opera, alla presenza anche dell’allora parlamentare Enzo Lattuca, e Lucchi annunciò che in due anni la piattaforma logistica del fresco sarebbe stata pronta. Da allora, buio totale. Perché dunque Zammarchi interviene su questo tema? Siamo convinti che sia perfettamente al corrente dell’annosa attività spesa nell’elaborazione del progetto e dei cospicui investimenti fatti di cui ci fu chi chiedeva conto già nel 2014. Se ci sono novità positive, gradiremmo conoscerle possibilmente in una sede istituzionale e non da un comunicato di Cesena 2024. Se invece si tratta del solito annuncio ad effetto lasci perdere. Cesena ha già sperimentato, a proprie spese, costosi progetti e obiettivi importanti mai raggiunti”.

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