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Centro storico, Angeli (Progetto Liberale): "25% degli esercizi chiusi ed inattivi"

"Ma ancor più inquietanti di ciò che è stato fatto fino ad oggi sono i propositi dell’amministrazione per il futuro, dove si annuncia di voler intervenire pesantemente, con una sorta di Piano Quinquennale in stile sovietico", attacca Angeli

"Le dichiarazioni di questi giorni dell’amministrazione sulla situazione del commercio nel centro storico di Cesena, ed i propositi di intervento, anziché rassicurare temiamo faccia correre un brivido gelato lungo la schiena dei commercianti che ancora tentano di sbarcare il lunario". E' quanto afferma Stefano Angeli di Progetto Liberale. "Già la situazione, prendendo per buoni i dati diffusi dal comune, è pesante con un 25% di esercizi chiusi ed inattivi in quella che dovrebbe essere la zona più appetibile, il cuore pulsante della città, immaginiamo quindi come sarà la situazione nel resto della città", chiosa.

"A questa situazione, denunciata da tempo da opposizioni e associazioni di categoria, e fino ad oggi negata da chi governa la città, la giunta del sindaco Paolo Lucchi risponde colpevolizzando i proprietari degli immobili, che pretendono addirittura di guadagnare con gli affitti, ed i commercianti stessi, che non sanno rinnovarsi - afferma Angeli -. La giunta invece si autoassolve per le politiche disastrose portate avanti nei confronti del settore negli ultimi anni, politiche di eccessiva pressione fiscale e tariffaria, di sostanziale aumento della burocrazia, di riduzione progressiva degli spazi di sosta, di repressione con multe e con l’ampliamento di Icaro ed in generale la sempre maggiore difficoltà di accesso al centro".

"Ma ancor più inquietanti di ciò che è stato fatto fino ad oggi sono i propositi dell’amministrazione per il futuro, dove si annuncia di voler intervenire pesantemente, con una sorta di Piano Quinquennale in stile sovietico, tramite una “pianificazione” centralizzata del commercio diretta dal comune stesso - continua l'esponente di Progetto Liberale -. Visti i disastrosi risultati ottenuti in progetti, tutto sommato limitati e semplici, come il Nuovo Foro Annonario non riteniamo che il comune abbia dimostrato di avere particolari talenti in questo settore e riteniamo anzi che i progetti di pianificazione centralizzata in economia abbiano sempre dato, storicamente, pessimi risultati all’atto pratico. Nessuna novità da parte della giunta invece su quella che potrebbe essere l’unica leva adeguata che il comune potrebbe usare per aiutare il settore, ovvero quella fiscale e tariffaria, specie in una città come la nostra che vede la pressione fiscale sul commercio ai livelli massimi nazionali".

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