Centri di Accoglienza, il candidato sindaco Valletta: "Rischio caos a Cesena"

Cesena Siamo Noi ritiene "che sia necessario mantenere attive le strutture oggi presenti sul territorio, anche se i finanziamenti sono stati ridotti e nonostante il Decreto Salvini"

Il 22 marzo è la data di scadenza del bando della prefettura per l'assegnazione a graduatoria dei centri di accoglienza che dovrebbero ospitare i richiedenti asilo sul territorio cesenate. "Nonostante la campagna elettorale sia ormai nel vivo, nonostante i proclami in materia di sicurezza e le proposte da "bacchetta magica" di maggioranza e opposizione, in pochi si sono accorti che l'attuale Amministrazione Comunale ha deciso di disertare il bando e di non occuparsi più della prima accoglienza dei richiedenti asilo a Cesena", esordisce il candidato sindaco di Cesena Siamo Noi, Vittorio Valletta.

"Una decisione per la quale Cesena Siamo Noi è allarmata, per le gravi conseguenze che questa potrebbe avere sul nostro territorio e sulla nostra città - continua Valletta -.  Il 31 marzo infatti scadrà la convenzione che ha legato fino ad oggi Prefettura, Comune di Cesena e Asp Cesena Valle Savio per la gestione dell'accoglienza pubblica e diretta, accordo che ha garantito finora l’impiego di operatori qualificati, strutture adeguate e l’erogazione di servizi di eccellenza. È un fatto che la gestione pubblica dei Centri di Accoglienza abbia evitato alla maggior parte degli ospiti di finire in strada senza documenti di soggiorno, senza conoscenze linguistiche e senza strumenti di orientamento. Anzi in tante occasioni ha permesso loro di trovare sicurezza ed autonomia nel lavoro. Ha inoltre garantito finora assistenza medica, assistenza psicologica, corsi di italiano, formazione al lavoro, tirocini, informazione ed accompagnamento ai servizi del territorio, incontri conoscitivi nelle scuole e numerose altre attività".

"La mancata partecipazione al bando e la conseguente scadenza della convenzione oggi in essere rischiano di mandare all'aria il lavoro fino ad oggi svolto e di provocare disagi e nuove situazioni di degrado in città - continua il candidato sindaco -. Per questo Cesena Siamo Noi si sente in dovere di sollecitare l’amministrazione comunale e tutti i candidati alle prossime elezioni amministrative ad occuparsi di questo tema che con la sicurezza ha molto a che fare: più persone allo sbando e meno accoglienza qualificata significa accettare situazioni di degrado senza controllo che cominciamo già a riscontrare e vuol dire dimenticarsi anche della semplice decenza nella pratica dell’accoglienza".

Sostiene Valletta: "Senza partecipazione al bando, Il 31 Marzo 2019 i centri di accoglienza attualmente in essere cesseranno di funzionare e i loro ospiti saranno trasferiti presso gestori privati, ai quali il decreto Salvini non chiede particolari competenze, se non quelle di garantire poco più che vitto, alloggio ed un presidio medico virtuale. Questa formula è già stata sperimentata sul territorio comunale e sappiamo bene quali siano i rischi e i disagi ad essa connessi: l'accoglienza "privata", come quella di San Carlo e Macerone, ha provocato gravi disagi agli abitanti delle rispettive località, con richiedenti asilo spesso costretti a vagare per il quartiere disorientati, in cerca di cibo e di indumenti. Una gestione finita al centro di ispezioni parlamentari e di un pesante dossier da parte degli Avvocati
dell’Associazione Studi Giuridici dell’Immigrazione. In altre parole, un'esperienza da non ripetere".

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Conclude il candidato sindaco: "Cesena Siamo Noi ritiene che sia necessario mantenere attive le strutture oggi presenti sul territorio, anche se i finanziamenti sono stati ridotti e nonostante il Decreto Salvini, che nega la necessità di percorsi di integrazione e favorisce il degrado. L’amministrazione comunale deve assumersi la responsabilità della gestione delle accoglienze e riaffidarla all’Asp garantendo i migliori standard di integrazione possibili. Per la sicurezza di tutti i cittadini il Comune deve impegnarsi ad integrare la spesa che riteniamo un investimento adeguato e necessario alla prevenzione di situazioni di degrado sociale che altrimenti diventeranno fuori controllo. La gestione pubblica garantisce inoltre certezza di trasparenza della spesa. Chi guida la città, per il bene comune, deve essere in grado di affrontare queste sfide, informando e coinvolgendo tutti i cittadini, promuovendo e garantendo un clima di convivenza civile, rispettoso delle regole in città".

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