Centri d'accoglienza, Lega: "Pochi dati e tanto buonismo": ecco un'interrogazione

I consiglieri leghisti attaccano l'assesore Labruzzo: "Punta a toccare l’emotività e la pancia del pubblico"

“Le politiche migratorie e le attività amministrative che ne conseguono, per essere credibili, sono da gestire con pragmatismo e oggettività. Ci sembra, al contrario, che la narrazione delle visite dell’assessore al welfare Carmelina Labruzzo in quattro centri di accoglienza sia intrisa di quel buonismo che punta a toccare l’emotività e la pancia del pubblico per legittimare le teorie immigrazioniste di precisi soggetti politici e sociali. Inutile nascondersi dietro il falso pietismo e una troppo enfatizzata solidarietà, che si stempera spesso in solidarismo peloso, che, come si è visto in decine e decine di casi accaduti in Italia, cela fini ben poco nobili". Lo dichiarano i consiglieri comunali della Lega.

"Non sappiamo - proseguono gli esponenti leghisti - se Labruzzo abbia letto le raccomandazioni della Corte dei Conti contenute in uno studio sul sistema di prima accoglienza pubblicato nel 2018, relativo al triennio 2013-2016, dove si esorta a mettere ordine nelle spese, fare chiarezza sui flussi di finanziamento, ridurre gli oneri ingiustificati e eccessivi e coordinare l’azione amministrativa (linee alla base del decreto sicurezza) e se sia al corrente del fatto che la Chiesa africana continua a raccomandare ai giovani di non emigrare clandestinamente, sostenendo che rappresentano ‘il presente e il futuro dell’Africa’".

Né siamo informati se l’assessore sia consapevole che la tratta e il traffico di esseri umani rende miliardi alle organizzazioni criminali internazionali (e nazionali) che reclutano e trasportano illegalmente, verso altri paesi, migranti costretti con la forza, con false promesse o con il raggiro, quando non soggetti criminali o terroristi. Dato che certifica che ‘porti aperti’ significa anche più affari per le mafie. Per fortuna, pare che anche il parlamento europeo abbia dato un segnale di cambiamento, respingendo la risoluzione che proponeva di potenziare le attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo e di aprire i porti alle navi delle Ong.

"Ma ci sono tutta una serie di interrogativi legittimi e di dati oggettivi che non si leggono nei resoconti delle visite e che il gruppo della Lega vuole, al contrario, conoscere per avere un quadro obiettivo della situazione, sempre tenendo presente che chi ha diritto a rimanere effettivamente in Italia (ovvero chi ha diritto all’asilo o alla protezione sussidiaria, esclusi i casi specifici di protezione umanitaria) rappresenta circa l’11 per cento dei richiedenti”.

Di qui la presentazione di un’interrogazione dove sono poste 19 domande tra cui: "quanti siano gli stranieri accolti in totale e quanti in ogni struttura; da quale paese provengano; a quale punto sia la richiesta di asilo o la richiesta di protezione sussidiaria o umanitaria di ognuno, se a qualcuno sia stata negata tale richiesta e per quali motivi, se, in questo caso, abbia presentato ricorso, a quale punto sia tale procedura; se siano accolti stranieri a cui è stata negata la richiesta anche a seguito del ricorso; in questo caso, per quale motivo si trovino ancora nelle strutture di accoglienza; quanti di questi stranieri lavorino, quali attività svolgano e con quale tipo di contratto; se e quanti altri stranieri richiedenti asilo siano ospitati in case private nel territorio cesenate e a chi spettino la verifica e il controllo della loro situazione". 

"Vogliamo anche sapere - concludono i leghisti - se la Giunta comunale condivida il fatto che asilo politico e protezione sussidiaria, misure previste a livello internazionale, debbano essere assicurate solo a chi fugge da guerre e persecuzioni, da situazioni di grave pericolo, ecc. e non a stranieri che entrano illegalmente nel territorio nazionale per altri scopi e motivi".

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