Il vicesindaco: "Mai pervenute proposte formali di transazione sui Gessi"

"L’amministrazione comunale - ha evidenziato Battistini - non ha quindi mai personalizzato le responsabilità né fatto qualche gioco strano"

Il vicesindaco Carlo Battistini ha chiarezza sulla vicenda giudiziaria del ristorante “I Gessi” – Soc. “Al Monte”, risponendo nel corso del Consiglio comunale all’interpellanza presentata dalla Consigliera Vania Santi (Cesena Siamo Noi). "L’azione di responsabilità nei confronti di dipendenti e amministratori pubblici è esercitata dalla Corte dei Conti - esordisce Battistini -. Per questo, il Segretario Generale del nostro Comune, con nota del 23 giugno 2016, ha inviato alla Procura della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna sia la sentenza di primo grado che quella di appello e gli atti relativi. Parimenti, saranno trasmesse le successive decisioni. Dopodiché, sarà la stessa Corte dei Conti a comunicarci contro chi ci potremo rivalere, esercitando un’azione di rivalsa che da lungo tempo abbiamo comunicato di voler concretizzare".

"L’amministrazione comunale - ha evidenziato Battistini - non ha quindi mai personalizzato le responsabilità né fatto qualche gioco strano; ha semplicemente (e coerentemente, così ha agito) anticipato che, qualora vi fossero state ricadute erariali dalla vicenda (che a questo punto ci saranno, mi pare evidente), si sarebbero attivate le procedure necessarie alla chiamata in causa di chi ha sottoscritto atti dichiarati non conformi dalle sentenze. E così abbiamo fatto. Semplice e lineare". "La responsabilità contrattuale del Comune è stata accertata in via definitiva con la sentenza della Corte di Cassazione resa pubblica il 17 luglio - prosegue Battistini - Allo stato, non vi è ancora alcuna quantificazione del danno da risarcire e quindi l’evento lesivo non si è concretizzato. Si ricorda che a suo tempo il Giudice respinse la richiesta, avanzata dalla società Al Monte, di liquidazione di una provvisionale".

Battistini è quindi intervenuto sui tentativi di transazione con la Società “al Monte”: "Da parte della stessa non sono mai pervenute proposte formali di transazione. La società al Monte si è limitata a proposte informali di transazione (ma mai formalizzate), giunte o per il tramite dei legali incaricati (più d’uno, in questi anni) o durante gli incontri svoltisi più volte, sempre alla presenza (per la parte del Comune) sia della rappresentanza tecnica che di quella politico/amministrativa. Tutte le proposte giunte dalla Società al Monte erano tese a mutare la destinazione urbanistica del bene, trasformandola da commerciale a residenziale e ad avere riconosciuto in proprietà il bene stesso".

"Non di altro si è mai parlato. Così come non sono mai state avanzate da parte dell’amministrazione formali proposte di transazione, tanto più nella dimensione economica apparsa in questi giorni su qualche organo di informazione - ha proseguita -. E’, quindi, evidente a tutti come per il Comune, che vuole garantire la tutela pubblica dei beni di proprietà, le ipotesi avanzate non erano in alcun modo percorribili. Preliminarmente all’instaurarsi del giudizio relativo alla quantificazione del danno, la Società al Monte ha attivato la procedura obbligatoria di mediazione, con incontro fissato per il primo ottobre 2014 che non produsse alcun effetto perché proprio il legale rappresentante della Società istante non partecipò".

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