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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Casse di risparmio, Ferrini: "Un sistema che non regge più"

"E’ tutto il sistema regionale delle Casse di Risparmio ad essere in crisi - afferma Ferrini -. La Cassa di Forlì lo ha capito per prima, vendendo ad un colosso"

"La Cassa di Risparmio di Cesena, commissariata e salvata da un fondo speciale formato con i soldi altre banche (cioè, alla fine, di altri cittadini), è solo l’ultimo campanello d’allarme di un sistema che non regge più. E’ tutto il sistema regionale delle Casse di Risparmio ad essere in crisi. La Cassa di Forlì lo ha capito per prima, vendendo ad un colosso. Quella di Ferrara è annegata senza aiuti. Quella di Rimini ci preoccupa". E' quanto afferma Luca Ferrini, segretario regionale del PRI Emilia-Romagna

"Non ci permettiamo di mettere sul banco degli imputati delle persone: per quello c’è la Magistratura, che farà il suo lavoro - chiosa -. Il caso della Cassa di Cesena ci dice, però, che la gestione delle banche romagnole affidata, in maggioranza (quasi 67%), a Fondazioni, è da porre in discussione. Una fondazione, per sua natura, non ha scopo di lucro, ma solo fini istituzionali. Deve aiutare, supportare, agevolare altre attività sul territorio di competenza. Ma il sistema delle fondazioni a capo delle banche funziona solo in tempo di vacche grasse, in tempo di pace. In tempo di guerra, dimostra la sua incapacità di reagire con prontezza e coraggio alle sfide della crisi".

Osserva Ferrini: "Mettere a capo di un’impresa commerciale (quale è una banca moderna) un’istituzione con un sistema di governo assembleare, farraginoso ed anacronisticamente complicato (come la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena) non consente di prendere le decisioni giuste al momento giusto. La Cassa di Risparmio di Ravenna, che funziona, ha una maggioranza di azionisti privati (51%) che vogliono guadagnare, come è giusto che sia. E, negli anni, non è stata ad aspettare che la crisi immobiliare azzerasse crediti e patrimonio: ha diversificato i suoi investimenti, occupandosi di altre attività. Perciò: non serve sbraitare con «comitati» (anche se comprensibili) che possono solo distruggere, ancor più, la fiducia che occorre per ripartire; serve, invece, ripensare la base sociale ed il governo della Cassa di Cesena, come di altre su territorio regionale. Basterebbe copiare da chi sa fare bene il suo lavoro".

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