Caso Pazzaglia, l'ex assessore: "Faccio due passi indietro, non sono attaccata alla poltrona"

L'ex assessore del Comune di Savignano rifiuta la presidenza del consiglio: "Questo ruolo per sua natura deve continuare ad essere superpartes”

Ha fatto scalpore il gesto di Maura Pazzaglia, ex assessore del Comune di Savignano, che ha abbandonato polemicamente il primo consiglio comunale che si è svolto giovedì sera.

"Nel corso del primo Consiglio comunale di Savignano sul Rubicone, mi sono dimessa da Consigliere comunale e ho rifiutato la proposta del Sindaco Filippo Giovannini di assumere l’incarico di Presidente del Consiglio comunale, concludendo così la mia esperienza politica", dichiara l'ormai ex assessore Maura Pazzaglia.

"Sono tante le persone che mi hanno chiesto motivazioni di quello che è successo nelle ultime settimane, rispetto al cambio di rotta del Sindaco sulla scelta della Giunta e la mia versione ho voluta darla nel luogo dove i cittadini di Savignano mi hanno eletto e a cui voglio dare spiegazioni. Mi sono impegnata in questi anni perché amo Savignano la mia e la nostra città natale. A volte ti ferisce a volte ti riempie di soddisfazioni. Savignano per me è come una famiglia, è qualcosa che hai dentro. Come dice il cantante Cosmo: “Sei la mia città. Ti sento dentro”.

Spiega ancora l'ex assesore: "Questi 5 anni sono stati una delle più grandi esperienze ed opportunità della mia vita. Ringrazio tutti coloro che me lo hanno permesso. A differenza del 2014 questa volta mi sono candidata perché in tanti me lo hanno chiesto, e anche se avevo espresso titubanza, soprattutto causa impegni di lavoro e vita privata. Ho scritto con amore e dedizione la parte di programma  dalla pagina 8 a pagina 13. Contenuti in  continuità con quanto svolto dal 2014 al 2019: la creazione del brand SavignanoViva con la pagina dedicata e il progetto VisitSavignanoSulRubicone Savignano Metro Per Metro".

Pazzaglia ripercorre quanto fatto per Savignano: "Mi sono occupata insieme agli uffici e alle associazioni culturali del coordinamento ed indirizzo degli eventi culturali, del primo progetto europeo del Comune di Savignano come capofila dal titolo Rio - Reconstruction of identity, degli eventi estivi del centro storico La Dolce Estate (80 mila presenze annue certificate), del Teatro, ho sostenuto la realizzazione del We Reading Festival nato a Savignano sul Rubicone, dei nuovi allestimenti al Museo del Compito inserito all’interno del percorso di valorizzazione della “Romagna Empire” della Destinazione Romagna, il nuovo ente territoriale per la promozione turistica del territorio a cui ho preso parte per ottenere risultati per Savignano. Ho contribuito insieme alle associazioni di riferimento alla nascita dell’evento il Cammino dei Cesari in collaborazione con i Comuni di Cesena e Rimini, ho sostenuto le rassegne musicali a cura di RetroPopLive, la realizzazione del MURALES dedicato a Marco Pesaresi, cui abbiamo voluto dedicare il sottopasso, per dare un idea di Savignano Città della Fotorgrafia. Mi sono occupata del centro storico e del dialogo con le attività commerciali a volte aspramente duro ma sempre franco, ci eravamo  promessi che dopo le elezioni, analizzando le cose che non avevano funzionato avremmo iniziato un nuovo percorso che ora spetta alla nuova Giunta".

"Per quanto mi riguarda posso solo ringraziare le 137 persone che hanno deciso di premiarmi con la loro preferenza, che mi hanno consentito di essere la più votata della coalizione e della tornata elettorale. In particolar modo in quei quartieri che sono stati la roccaforte della vittoria di Giovannini, nel turno di ballottaggio. Più del 10% degli elettori del Partito democratico ha espresso una preferenza per me e io li ringrazio".

Nelle settimane successive al ballottaggio, anzi dopo che il sindaco alla festa di chiusura della campagna elettorale ha ribadito i nomi della giunta uscente come entrante, è avvenuto un cambio di passo durato meno di 24 ore. Non sono io a dover criticare le scelte ma critico i modi che per me in politica come nella vita, fanno la differenza. Fin dalle prime ore in cui ho appreso che non sarei stata confermata nel ruolo di assessore e ho ricevuto la proposta di ricoprire il ruolo da Presidente del Consiglio Comunale, accompagnato (come una qualche forma di risarcimento) da deleghe specifiche legate al settore di cui mi sono occupata negli ultimi 5 anni, ho detto un no deciso e senza ripensamenti".

"Questo ruolo per sua natura deve continuare ad essere “superpartes”.  Il presidente non deve e non può essere un ruolo politico. In secondo luogo, a ciascuno di noi è dato di avere competenze, passioni, attitudini specifiche. Non a tutti è chiesto di essere un buon Sindaco, di essere un buon Professore, o un buon Meccanico. Cinque anni fa ho accettato quel ruolo, perchè me lo sentivo cucito addosso, e ho cercato di fare il possibile. Questo sono convinta che altri potranno rappresentarlo al meglio. La politica non è la proprietà matematica in cui se in un'addizione cambiamo l'ordine degli addendi il risultato non cambia".  

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"Infine ognuno di noi oltre a essere una persona impegnata in politica, è in primo luogo una persona. Non siamo figurine di un album della Panini, da scambiare fuori dalla scuola. Anche perché l’album è la nostra città, e il gioco “delle figurine” è la pagina della politica più lontana dalla quotidianità e dai bisogni del paese. La domanda che molti mi fanno è: tenevi al tuo ruolo di assessore? Certo, per continuare il percorso intrapreso. Ma non per ricoprire un ruolo, o come molti dicono una poltrona. Ne è prova la mia scelta di non accettare il ruolo da Presidente. Faccio non uno ma due passi indietro prendendo le distanze dai modi con cui il mio gruppo politico è giunto a questa scelta. Io amo Savignano come ho detto, dal profondo. Sono sicura che potrò essere utile e al servizio della stessa in situazioni dove mi sento di nuovo a casa".

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