Caso Ginecologia, e primari a scavalco, il M5S chiede un'audizione del direttore dell'Ausl

Il Movimento 5 Stelle di Cesena ha depositato mercoledì mattina una richiesta per la convocazione urgente della Quarta Commissione Consiliare

Il Movimento 5 Stelle di Cesena ha depositato mercoledì mattina una richiesta per la convocazione urgente della Quarta Commissione Consiliare, richiedendo la partecipazione del direttore generale dell'Ausl Marcello Tonini affinchè si faccia chiarezza sulla vicenda del primario di Ginecologia che “rischia di provocare un gravissimo danno di immagine all’azienda e soprattutto di dequalificare ulteriormente il Bufalini e i suoi servizi per i cittadini”, spiega una nota dei pentastellati.

Continua la nota: “Emergono via via nuovi e inquietanti aspetti della vicenda del mancato incarico di primario di Ginecologia-Ostetricia a Cesena, annullato d’imperio dai direttori dell’AUSL Romagna. Dei vaghi e incerti motivi di ulteriore “riorganizzazione della rete ospedaliera”, addotti dalla direzione aziendale, non c’è traccia negli atti ufficiali successivi al 7 gennaio scorso (data di ratifica del documento ufficiale) e quindi la graduatoria deve ritenersi valida a tutti gli effetti a termini di legge. Per questo il vincitore legittimo ha diffidato l’azienda e adirà le vie legali se sarà confermata questa decisione”.

“Così come le spiegazioni dell’AUSL, anche la tempistica non convince: emanazione del bando dopo oltre un anno dal pensionamento del primario in carica; sei mesi per espletare il concorso; 8 mesi ed oltre di stand-by della graduatoria finale, regolare, prima di annullarla e incarico di sostituzione per oltre 2 anni al “facente funzione”. Da ultimo le voci sempre più insistenti, che il reparto di Ginecologia-Ostetricia di Cesena (“hub” di 2° livello in area romagnola, circa 2000 parti/anno, competenza in ogni campo della diagnostica della chirurgia ostetrico-ginecologica) rimanga definitivamente senza primario ufficiale, e sia ridotto come altre specialistiche a Cesena con direttore “a scavalco” (cioè responsabile contemporaneamente di due reparti in due città diverse), come già accade a Cesena (e non a Forlì, Ravenna o Rimini) per Cardiologia, Nefrologia, Neurologia, Gastroenterologia, Malattie Infettive, Oculistica e Pronto Soccorso. Conseguentemente la risposta alle osservazioni e il comportamento procedurale dei direttori AUSL appare quanto mai contraddittorio e opaco, tanto da giustificare il sospetto che la graduatoria finale non fosse di “gradimento” alla direzione generale dell’AUSL Romagna e pertanto annullata”.

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