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Caso Borello, Morrone (Lega Nord): "La questione si allargherà a macchia d'olio"

A sostenerlo è Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna, che da mesi, insieme a esponenti locali del Movimento, segue la vicenda

“Una bella iniziativa, quella di giovedì sera a Borello, organizzata dai Comitati Borello Futuro e Centro Anch’io, dove si sono confrontati comitati civici, forze politiche, cittadini su temi caldi e in particolare sulla questione collegata alla contestata presenza di aspiranti profughi nell’area borellese. Mancava, come al solito, la Giunta e in particolare il sindaco, Paolo Lucchi, che, da mesi, pur chiamato a partecipare al dialogo con i cittadini, rifiuta di capire le ragioni altrui e disdegna ogni possibilità di confronto alla pari”.

A sostenerlo è Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna, che da mesi, insieme a esponenti locali del Movimento, segue la vicenda. “Ho constatato – prosegue – che finalmente anche altri soggetti della politica cesenate si stanno interessando di un problema che è concreto e reale e che è ovvio che fra poco tempo si allargherà a macchia d’olio in altre aree se non contrastato con provvedimenti e politiche serie, non solo a livello locale, ma anche regionale e nazionale. Il ministro dell’Interno Marco Minniti sembra aver finalmente cambiato registro rispetto al suo predecessore. L’accoglienza deve essere riservata a chi veramente fugge da pericoli e persecuzione, mentre tutti gli altri, la stragrande maggioranza deve essere rispedita al paese d’origine. Senza se e senza ma. La politica pseudo buonista e solidarista delle porte aperte a tutti, di cui anche ieri sera abbiamo avuto esempi discutibili, copre in realtà l’affarismo di cooperative, enti caritatevoli, associazioni, privati che hanno lucrato senza pudore sugli sbarchi, coperti dalle dissennate politiche immigrazioniste nazionali e locali”.

“In un anno si sono spesi 3 miliardi e mezzo di euro, e la cifra è per difetto, per questi stranieri, per la gran parte senza alcun diritto a richiedere protezione e quindi clandestini. Pensiamo se solo la parte di questa enorme somma, quella spesa per i falsi profughi, fosse stata dirottata sui terremotati italiani, su chi ha veramente perso casa e lavoro, sui paesi distrutti, forse ora quelle persone avrebbero una speranza in più. Invece, troviamo ancora chi chiude gli occhi di fronte alla realtà, senza il minimo pragmatismo e senza ragionare su quello che è ormai stato svelato come il business dei profughi. Se da un lato l’affarismo è emerso, ma ancora tiene piede perché gli interessi sono davvero tanti, dall’altro lato è l’ideologismo di certe parti politiche e sociali a non intendere ragioni”.

“E il caso di Borello in questo senso è emblematico. Perché riguarda non solo una annosa cattiva amministrazione che ha consentito che il quartiere diventasse il rifugio, nel tempo, di tanti stranieri, di cui molti irregolari, con l’insorgere di degrado, insicurezza, caporalato, e il conseguente obbligato mutamento dello stile di vita del quartiere. Ma riguarda anche strumentalizzazioni ideologiche che tanti danni hanno fatto  e stanno tuttora facendo. Al centro la responsabilità del sindaco, che ha usato ogni strumento per demonizzare e delegittimare il Comitato di cittadini onesti, seri, lavoratori che si sono uniti solo per difendere la loro comunità. Tra le due parti, quella della gente che a testa alta combatte per un ideale e quella di amministratori autoreferenziali e di agitatori di partito, sosteniamo certamente la prima”.

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