Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Cashback e privacy, dubbi sull'app Io: "I dati di milioni di italiani a rischio"

C'è anche la firma della deputata romagnola Simona Vietina in un'interrogazione parlamentare che lancia l'allarme sulla privacy

"I Dati di milioni di italiani sono a rischio". In attesa di chiarimenti, la richiesta di bloccare l'app Io. C'è anche la firma della deputata romagnola Simona Vietina in un'interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri nella quale si evidenziano i limiti in termini di privacy dell'applicazione Io, scaricata in questi giorni da milioni di italiani per accedere al cashback, la novità che incentiva lo shopping con la moneta elettronica.

Premette Vietina, deputata di Forza Italia: "In questi giorni ha preso il via il cosiddetto cashback di Stato, una procedura che ha visto l’adesione di milioni di italiani che, con le difficoltà ben note, si sono registrati sulla piattaforma Io per accedere a questa opportunità messa in campo dal Governo. È importante sottolineare che, nell’informativa sulla privacy che compare quando si scarica la app Io, necessaria a partecipare al cashback, viene dichiarato che la app “si avvale, limitatamente allo svolgimento di alcune attività, di fornitori terzi che risiedono in paesi extra-Ue (Usa). Di fatto, quindi, Io invia dati a soggetti terzi negli Stati Uniti, senza specificare in alcun modo quali dati e per quali finalità. Credo che si tratti di una cosa piuttosto grave: dati estremamente sensibili, come i dati personali, i conti bancari e soprattutto le abitudini di acquisto di ogni singolo utilizzatore della app Io finirebbero in un territorio dove il Governo ha un potere di accesso ai dati molto ampio. Nello scenario migliore il Governo Usa potrebbe prendere i dati provenienti dalla app Io e catalogarli per creare dei profili da utilizzare per motivi di sicurezza nazionale".

Argomenta l'esponente berlusconiana: "Nel peggiore i dati potrebbero essere utilizzati per allenare sistemi di intelligenza artificiale o subire violazioni. Si tratta difatti di dati molto appetibili non solo per il mercato nero, ma anche per i gestori di Big Data: non è quindi sufficiente che la piattaforma PagoPa, che gestisce la app Io, si limiti a dire che “in ogni caso, i responsabili del trattamento si avvalgono esclusivamente di fornitori che adottano idonee garanzie, anche in forza di accordi contenenti clausole contrattuali standard o norme vincolanti di impresa, nel rispetto dei principi previsti dal Rgpd”. Credo non possa essere ammissibile che una pubblica amministrazione, distribuendo una app finalizzata a raccogliere i dati di consumo di milioni di italiani, non fornisca un’informativa privacy adeguata".

"Per questa ragione, ho scelto di presentare insieme a numerosi colleghi, un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell’economia e delle Finanze Gualtieri, per capire se non è opportuno bloccare il programma cashback in attesa della definizione delle informative supplementari per la tutela della privacy associate alla app IOo e se non sia necessario che PagoPA utilizzi in ogni caso fornitori terzi residenti sul territorio dell’Unione e quindi soggetti alle rigorose regole sulla gestione dei dati del Rgpd - conclude -. Ritengo che la messa in sicurezza dei dati sensibili dei cittadini debba essere considerata prioritaria questione di Sicurezza nazionale e che vada posta ai vertici dell’agenda di Governo".

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