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Cartelli nelle rotonde, il Comune farà ricorso contro le multe

Il Comune di Cesena si prepara a presentare ricorso contro le multe per i cartelli relativi alle rotonde 'incompiute' di Bulgarnò e Ponte Cucco

Il Comune di Cesena si prepara a presentare ricorso contro le multe per i cartelli relativi alle rotonde ‘incompiute’ di Bulgarnò e Ponte Cucco. L’importo ammonta a 435,80 euro (comprese le spese di spedizione) per ogni verbale. Comune e Provincia li avevano collocati all’inizio di marzo come inconsueta forma di protesta, per denunciare l’impossibilità di completare i lavori delle due rotonde a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità.“

Il Comune, attraverso l'assessore ai Lavori pubblici Maura Miserocchi, ha risposto ad un'interrogazione presentata dai consiglieri comunali della Lega Antonella Celletti e Diego Franchini. Martedì la Giunta ha deciso come presentare ricorso.  A darne notizia è il Sindaco Paolo Lucchi che ha immediatamente informato della decisione i Capigruppo consiliari, così come aveva anticipato rispondendo a un’interrogazione al riguardo.

In una lettera inviata dal Sindaco ai Capigruppo, Lucchi ha sottolineato che l'amministrazione è convinta "correttezza e opportunità della comunicazione effettuata ai cittadini con la collocazione dei cartelli nelle due rotonde “incompiute”, realizzata dal Comune e dalla Provincia in piena trasparenza e collaborazione. I cartelli apposti non avevano carattere pubblicitario né propagandistico, quanto piuttosto di comunicazione istituzionale assimilabile a quella necessaria quando si appone il cartello di un cantiere".

"I cartelli furono collocati, lo scorso 2 marzo, dalle due amministrazioni, per comunicare, di fronte alla reiterate proteste dei cittadini, l’impossibilità di completare i lavori di realizzazione delle due rotonde a causa dei vincoli posti dal Patto di stabilità - continua il sindaco -. Nei mesi scorsi, in Consiglio Comunale ed in comunicazioni a voi dirette, più volte abbiamo aggiornato sulle problematiche relative al Patto di stabilità e alla richiesta di esclusione degli investimenti produttivi dal Patto stesso. Come ben sapete, si tratta di un tema cruciale di fronte alla difficilissima situazione economica che il nostro Paese ed anche il nostro territorio, stanno attraversando".

"Per questo l’Amministrazione Comunale negli ultimi anni ha cercato di mettere in campo ogni utile iniziativa - sia sul piano strettamente amministrativo, sia nel confronto con le Associazioni di impresa del nostro territorio - trovando anche il supporto di un chiaro pronunciamento del Consiglio Comunale. Ogni azione è servita per sollecitare l’adozione di provvedimenti governativi, indispensabili ad onorare i debiti della pubblica amministrazione ed a sostenere il nostro sistema produttivo", aggiunge il primo cittadino.

Conclude Lucchi: "La rilevanza del tema e le pressioni esercitate, hanno prodotto un primo, parziale, provvedimento già ad aprile. Poi il recente decreto emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha portato una ulteriore boccata d’ossigeno che per il Comune di Cesena, ha fatto salire  a 7,5 milioni la somma con la quale potrà pagare i debiti contratti per l’esecuzione di opere pubbliche e per altri investimenti. Sono dunque convinto che, sia nel complesso delle iniziative promosse, sia nella specifica vicenda dei cartelli apposti nelle rotonde “incompiute”, abbiamo operato nell’interesse della nostra comunità. L’Amministrazione Comunale procederà dunque a presentare il ricorso e ne attenderà serenamente l’esito".

LA LEGA - Replica Celletti: "Nell’ennesima, prolissa, lettera inviata dal sindaco ai capigruppo, il sindaco scansa ogni responsabilità. Esattamente come nella risposta, a firma dell’assessore Miserocchi, all’interrogazione presentata dalla Lega Nord per chiedere chiarimenti sulla vicenda. E’ stata la Provincia, pur su “accordi intercorsi” tra i due Enti, - scrive l’assessore - a “posare i cartelli, con proprio personale, su propri cantieri”. Di conseguenza, Lucchi e alcuni suoi assessori hanno sfruttato i veri artefici dell’organizzatissima kermesse, vale a dire la Giunta provinciale e il suo presidente Bulbi, facendosi immortalare in più immagini e articolesse pubblicate dalla stampa, opportunamente chiamata a dare conto della singolare manifestazione".

Continua l'esponente della Lega: "Insomma, Lucchi ha sfruttato la situazione, senza sapere che, secondo la Polizia Municipale, si stava violando il codice della strada (art.23). E, addirittura, il Nostro afferma, nella lettera inviata oggi, che i cartelli, oggetto del verbale, sono da ascrivere alla “comunicazione istituzionale” e non avevano certo “carattere pubblicitario, né propagandistico”. Non si può che trasecolare di fronte a una simile affermazione, che non dubito verrà presa per buona, anche per mettere la parola fine a una vicenda che più paradossale di così non si può. Stupisce tuttavia che ci sia chi crede veramente all’interpretazione di Lucchi. Al contrario, tutta la vicenda e il contenuto dei cartelli hanno un carattere prettamente politico, di accesa critica politica all’operato del Governo, come carattere politico hanno avuto le ripetute dichiarazioni riferibili alla manifestazione".

"Di comunicazione istituzionale, nella vicenda dei cartelli, non vi è neppure l’ombra, ma il sindaco cerca di schivare ogni responsabilità, chiamando in causa una non meglio precisata necessità di informare i cittadini sulle cause del mancato completamento delle rotonde (come se le ripetute dichiarazioni in tal senso, fatte in ogni luogo possibile, non avessero ampiamente chiarito, se mai ve ne fosse stato bisogno, di chi era la colpa dello stop ai lavori) - continua la consigliera comunale del Carroccio -. Non ci piace essere presi in giro. Il verbale afferma che i cartelli erano in posizione non consentita dal Codice della strada. Delle due, l’una: o l’accertatore prese, a suo tempo, un abbaglio, e allora bisognerebbe anche capirne i motivi e dirlo chiaramente, oppure Provincia e Comune hanno contravvenuto alle regole, pur essendo padroni, come tutti, di ricorrere. Schivare l’oliva, tuttavia, non si può".

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