Carisp, Cesena Siamo Noi: "Rammaricati dagli sviluppi"

"Vorremmo conoscere, in merito alla vicenda, il parere delle autorità che dovrebbero vigilare il settore bancario", affermano da Cesena Siamo Noi

Cesena Siamo Noi esterna "rammarico" in merito agli sviluppi relativi alla Cassa di Risparmio di Cesena. "Dapprima la crisi della Banca storica della nostra città, che ha portato all’esplosione dei crediti deteriorati e quasi all’azzeramento del valore delle azioni, e ora, dopo l’acquisizione da parte della banca francese Crédit Agricole, ad una vicenda poco chiara, come denuncia Il Comitato per la  difesa dei Risparmiatori sorto in questi mesi - è la premessa in una nota del movimento politico -. E’ di pochi giorni fa infatti la decisione di incorporare la Cassa di Risparmio di Cesena e le  altre due banche acquistate (Cassa di Risparmio di Rimini e Cassa di San Miniato) nella  controllata in Italia  della banca francese, Cariparma".

"Grazie a questa manovra, la banca francese può usufruire di una serie di vantaggi fiscali, portando a bilancio l’ammontare delle perdite degli ultimi anni della banca, pari  a 444 milioni di euro - viene illustrato -. Vantaggi fiscali che per Crédit Agricole si potrebbero tradurre, come riportato dal Comitato, in oltre 120 milioni di euro, solo per la Cassa di Risparmio di Cesena. La stessa cosa infatti, avverrà per le altre due banche, San Miniato e Cassa di Risparmio di Rimini, anche se per cifre minori, mentre il totale sborsato per l’acquisizione delle tre Casse di Risparmio è stato, ricordiamo, di 130 milioni di euro. In pochi anni quindi Credit Agricole non solo ritornerebbe dall’investimento, ma otterrebbe pure un consistente guadagno".

"L’altro aspetto rilevante è la svalutazione  delle azioni - proseguono -. Per incorporare le tre banche servirà liquidare le azioni possedute dai privati (nell’ex Crc sono 13.330 gli azionisti privati) che saranno  convertite secondo un determinato rapporto in  azioni di Crédit Agricole. Rapporto che, secondo i calcoli e le valutazioni sollevate pubblicamente dal Comitato, non è affatto favorevole ai vecchi azionisti. Soprattutto per essi, dopo le vicissitudini che la banca storica della nostra città ha attraversato, dopo la perdita di ricchezza sul territorio e del rapporto di fiducia tra risparmiatori locali ed istituto che indubbiamente ne è derivata, ci chiediamo se non fosse stato giusto cercare di trovare una soluzione migliore".

"Vorremmo inoltre conoscere, in merito alla vicenda, il parere delle autorità che dovrebbero vigilare il settore bancario. Quello che è certo è che, nel nostro paese, le procedure di controllo di questo settore  andrebbero riviste per tutelare quello che è un Diritto Costituzionale (articolo 47, Tutela del Risparmio) visti i  recenti casi di cronaca e l’inutilità dei risultati ottenuti dalla Commissione d’Inchiesta appositamente  istituita negli mesi di legislatura dell’ultimo governo Gentiloni. Nella nostra città ci sorprende il silenzio  istituzionale dell'amministrazione che, attraverso il proprio rappresentante all'interno della Fondazione,  ha avallato ogni decisione presa dai vertici della banca, e non ha espresso la propria posizione in merito alla vicenda Crc", concludono.

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