Cardiologia, Celletti (Lega): "Perchè l'urgenza non è a Cesena?"

"La domanda che ci dobbiamo porre è, infatti, se Cesena e il suo ospedale abbiano la dignità (e il bacino di utenza) per aspirare ad avere un servizio di angioplastica primaria

“La politica deve preoccuparsi che ogni scelta in materia sanitaria tuteli il diritto alla salute dei cittadini. Siamo perfettamente d’accordo con questa asserzione di Daniele Zoffoli, segretario territoriale del Pd cesenate. Assodato quindi che tutti abbiamo un unico obiettivo, non comprendiamo perché Zoffoli si scagli contro il consigliere comunale del Pdl Marcatelli, quando egli critica, legittimamente, certe decisioni della sanità locale, ritenendo, a ragione, che potrebbero penalizzare il nostro territorio”. Il dibattito sulla nomina del nuovo direttore di Cardiologia continua ed interviene Antonella Celletti, capogruppo della Lega in consiglio comunale.

“Insomma, tanta acrimonia da parte dell'esponente Pd puzza un po’ di partigianeria acritica. Zoffoli sembra anche fare una qualche confusione: prima afferma, come detto, che la politica deve occuparsi di queste scelte, poi sostiene esattamente il contrario, affidando questa potestà unicamente alla dirigenza dell’Ausl. Insomma, un po’ più di chiarezza dai vertici del Pd non farebbe male, soprattutto su un tema così importante per la gente come il poter contare su una buona sanità. Il punto del contendere nasce contestualmente alla recentissima nomina del nuovo direttore della cardiologia dell’ospedale Bufalini. Nulla da dire sulla persona, come ha sostenuto Marcatelli. Il problema è un altro e riguarda direttamente la scelta operata dai vertici della sanità cesenate sulla cardiologia. La domanda che ci dobbiamo porre è, infatti, se Cesena e il suo ospedale abbiano la dignità (e il bacino di utenza) per aspirare ad avere un servizio di angioplastica primaria, cioè un servizio che possa intervenire nei tempi più rapidi possibili su un paziente affetto da un infarto miocardico acuto, riducendo quindi i rischi in quei casi in cui il tempo è un fattore decisivo”, continua.

“Già da qualche anno, lo ha ben detto Stefano Angeli, i pazienti in questa situazione sono indirizzati a Forlì o a Rimini ed è proprio per questo che il fattore tempo ci preoccupa. E’ vero che le prassi oggi sono ottimizzate e che le tecnologie informatiche, con cui operano professionisti e 118, aiutano, ma ugualmente noi consideriamo che sul nostro ospedale convergano un territorio vasto e un numero di utenti tale da giustificare un potenziamento del servizio di angioplastica primaria. - spiega Celletti - Di qui le perplessità sulla scelta del nuovo primario, che, come si legge nel curriculum pubblicato sulla stampa, è esperto in particolare di aritmologia, un settore della cardiologia che sarà quindi potenziato a Cesena (nonostante, come afferma la stessa Ausl, questo settore sia già stato potenziato in una struttura privata accreditata dell’Area Vasta), ma che non va a risolvere patologie critiche per la vita o la morte del paziente, per le quali sarà mantenuto il modello attuale. Non sappiamo se la scelta del nuovo primario sia stata dettata dalla politica o meno, dal curriculum e dai titoli del professionista o meno. Certamente però questa decisione non va nella direzione di un auspicabile potenziamento del servizio di emodinamica e della cardiologia di urgenza del Bufalini, servizi che rimangono quindi appaltati a Forlì e Rimini, con buona pace del cesenate. L’Ausl ci dice che per mantenere la competenza clinica dei professionisti non basta la formazione, ma è necessaria una casistica che il solo bacino di utenza di Cesena non possiede, avendo, scrive l’Ausl,  solo 200.000 abitanti. Forse l’Ausl non è aggiornata, è infatti il comprensorio di Cesena quello più popoloso rispetto al forlivese (oltre 207.000 abitanti contro 187.696). Non si capisce quindi perché a Forlì la casistica ci sia e a Cesena no. E non si comprendono i motivi per cui non sia stata concentrata l’attività d’urgenza a Cesena, dotata di un ottimo reparto, garantendo così anche la competenza clinica, di cui parla l’Ausl. Non sarà forse perché qualcuno ha deciso, questo sì a livello politico, che l’ospedale di Cesena dovesse fare un passo indietro (e non solo per la cardiologia) rispetto agli altri nosocomi di Area Vasta e a rimetterci sarà la nostra comunità?”

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