Cardiologia a Cesena: cosa è accaduto? Un intervento di Sinistra Ecologia e Libertà

"Già il 20 marzo del 2013, dunque due anni fa, Sinistra ecologia e Libertà pose pubblicamente una domanda, riportata dai quotidiani locali, sul destino della cardiologia dell’ospedale Bufalini"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Già il 20 marzo del 2013, dunque due anni fa, Sinistra ecologia e Libertà pose pubblicamente una domanda, riportata dai quotidiani locali, sul destino della cardiologia dell’ospedale Bufalini. La domanda era semplice: («che cosa sta succedendo di quel reparto?») e conteneva la preoccupazione per un progressivo smantellamento di un reparto di assoluta importanza per la salute dei cesenati. Da parte della Direzione sanitaria ricevemmo una risposta burocratica, di quelle che non chiariscono nulla della sostanza delle cose, ma ricevemmo pure apprezzamenti, anche da parte di altri partiti, che riconobbero il fatto che per primi stavamo ponendo una questione fondamentale  per il destino del nostro ospedale.

Le drammatiche notizie di cronaca che leggiamo sui quotidiani ci confermano non solo che, purtroppo, le nostre preoccupazioni sul destino della Cardiologia di Cesena erano assolutamente fondate, ma soprattutto che in due anni né la Direzione sanitaria, né l’Area vasta nata nel frattempo hanno affrontato e risolto la questione. In questi due anni quanti sono stati i  pazienti cesenati che con un infarto in corso hanno dovuto percorrere la via Emilia su una ambulanza per recarsi al Morgagni di Forlì? Ora un uomo è morto. Perché accade questo? Perché lasciamo accadere questo? A distanza di due anni poniamo sul tavolo la stessa domanda, e con accresciuta preoccupazione:

Perché questa differenza tra Forlì e Cesena? Forse non esistono sale operatorie al Bufalini? O medici in grado di assolvere un servizio di «media» specializzazione, che riguarda l'80% delle patologie cardiache? Per quel che ne sappiamo, le cose non stanno affatto così. Così come è certo che questo tipo di servizio non rientra sicuramente tra quelli di assoluta specializzazione, di quelli, cioè, che possono essere presenti solo in alcuni, pochi, presidi ospedalieri. Noi non neghiamo la necessità della distribuzione a dimensione subregionale di prestazioni specialistiche particolari e particolarmente costose. Ma riteniamo che, accanto a queste realtà d'eccellenza, debba esistere in tutti e quattro i più grandi ospedali romagnoli una solida rete di servizi «mediani», tali da consentire reali pari opportunità di cura tra i tutti cittadini romagnoli, cesenati compresi.

A noi sembra invece che, su questo piano, il Bufalini negli ultimi anni abbia perso parecchie posizioni, rispetto a un passato in cui il nostro ospedale si presentava come un centro prestigioso, riconosciuto in quanto tale su tutto il territorio nazionale. Il silenzio dei vertici della nuova Azienda unica della Romagna su questo e su altri temi è triste, arrogante e vergognoso. Non possiamo dimenticare che fino ad ora l’unica delibera adottata da quei vertici ha riguardato l’organizzazione, appunto verticistica, della struttura (direttori, dirigenti dei direttori, coordinatori dei direttori..) con un proliferare di capi e capetti davvero imbarazzante. No, non per questo si è costituita l’Azienda Unica. E il sindaco di Cesena, che la presiede e che ha sottoscritto quel proliferare di burocrazia e dirigenti, non ha niente da dire sui veri problemi della nostra sanità, quelli che toccano drammaticamente le vite di tutti noi?".

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