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Canone unico, M5S: "Salvaguardare le imprese in difficoltà, a partire dalle edicole"

Il Movimento 5 Stelle di Cesenatico avanza alcune proposte, ad illustrarle Giuliano Fattori e Jessica Amadio

"In attesa che l’amministrazione comunale condivida con le opposizioni il nuovo regolamento sul canone unico che ingloberà la tassa di occupazione di suolo pubblico e quella sulla pubblicità, il Movimento 5 di Cesenatico avanza alcune proposte". Ad illustrarle Giuliano Fattori e Jessica Amadio.

"Nonostante l’annullamento del consiglio comunale convocato in urgenza un mese fa e la totale chiusura da parte dell’amministrazione PD nell’ascoltare le proposte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, anche nelle sedi deputate a tale scopo come le commissioni consiliari, non si possono ignorare in questo periodo di difficoltà le imprese, che necessitano di essere ascoltate sulla tassa di occupazione di suolo pubblico. Il Movimento 5 stelle chiede che la revisione del regolamento non sia un’occasione per mettere le mani nelle tasche ormai vuote dei piccoli imprenditori che a Cesenatico gestiscono bar o ristoranti con tavoli su suolo pubblico, chioschi della piadina o banchi nei mercati. E’ necessario rivedere al ribasso l’imposta pagata da esercenti che operano in zone di Cesenatico che negli ultimi 15-20 anni sono divenute tutt’ altro che di rilevanza turistica e per le quali chiudere i conti in attivo è sempre più complicato, zone dove il Comune non investe per realizzare eventi o dove gli spazzini non si sono mai visti".

"Nel nuovo regolamento - prosegue il M5S Cesenatico - l’attenzione dovrebbe essere riservata anche alle edicole presenti nel territorio comunale. Nelle località limitrofe già da tempo le amministrazioni hanno posto sotto tutela la salvaguardia dei chioschi deli edicolanti per evitare la loro chiusura. Rimini, Cesena, Gambettola sono solo alcune delle città dove il numero delle edicole ha iniziato a ridursi drasticamente e le amministrazioni sono intervenute con tavoli tecnici finalizzati ad evitarne la chiusure. Nonostante le richieste avanzate in questi anni in Consiglio Comunale, ad oggi nulla è stato fatto. Il calo di vendite dei giornali non è certo colpa degli amministratori di Cesenatico ma è impensabile che il comune possa pretendere imposte che l’ attività economica oggi non può più sopportare portandola alla chiusura.  Restiamo in attesa di capire come l’amministrazione vorrà favorire il lavoro delle imprese di Cesenatico".

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