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Cambiamo sul problema parcheggi in centro: "Si paga l'errore di Piazza della Libertà"

"Aver bocciato il progetto iniziale del parcheggio interrato in piazza della Libertà -prosegue Cambiamo - è stata una decisione scellerata"

"Il fatto che, ancora oggi, si discuta animatamente del progetto di un parcheggio al servizio del centro storico dimostra, senza dubbio alcuno, quanto sia stato grave l'errore di piazza della Libertà". Lo afferma la lista civica Cambiamo.

"Aver bocciato il progetto iniziale del parcheggio interrato in piazza della Libertà -prosegue Cambiamo - è stata una decisione scellerata di cui, ancora oggi, paghiamo le conseguenze. Ma che una nuova area di sosta sia necessaria per il centro storico di Cesena lo dimostra il fatto che anche il sindaco Lattuca, pur non ammettendo esplicitamente la carenza, si affanni a trovare nuove soluzioni per la sosta. Ci troviamo quindi in una situazione paradossale: da una parte Lattuca non ha il coraggio di dichiarare pubblicamente che il centro storico ha un problema conclamato di parcheggi e, dall'altra, lo stesso si prodiga a trovare soluzioni alternative, come il ventilato ampliamento del parcheggio Matarella. A proposito di campagna elettorale, basterebbe rileggersi un po' di vecchia rassegna stampa per ricordarsi che Lattuca aveva più volte ribadito la necessità di realizzare nuove aree di sosta in centro (in tal senso, ci chiediamo se abbia già dimenticato la sua posizione sul Sacro Cuore). Non che la cosa ci sorprenda, ma esiste un inconcepibile scollamento fra ciò che era stato detto in campagna elettorale e ciò che invece viene detto oggi".

"Insomma, il fatto che oggi questo tema torni al centro del dibattito politico dimostra che il problema è ancora irrisolto. Infine, non si possono non evidenziare le singolari considerazioni di Lattuca il quale - per dimostrare la fondatezza delle sue politiche sulla pedonalizzazione - ci ha ricordato come, nell'anno 2020, la vendita di auto in regione sia precipitata del 28%. Peccato che il sindaco si sia dimenticato che nell'anno appena concluso il mercato dell'auto sia precipitato in una crisi strutturale mai vista prima non per la rediviva cultura ecologista della nostra comunità, ma solo perché l'emergenza pandemica ci ha relegati ai domiciliari per oltre tre mesi". 

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