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Cambiamo protesta: "Banchi e cattedre accatastati all'esterno e lasciati marcire sotto la pioggia"

"Per colpa della negligenza del Comune cataste di arredi scolastici sono ormai legno marcio da buttare". E' la presa di posizone della lista civica di opposizione "Cambiamo", che pungola l'amministrazione

"Per colpa della negligenza del Comune cataste di arredi scolastici sono ormai legno marcio da buttare". E' la presa di posizone della lista civica di opposizione "Cambiamo", che pungola l'amministrazione: "Quegli ammassi di banchi, armadietti e sedie parcheggiati nei cortili delle scuole potevano essere salvaguardati in maniera molto più attenta e responsabile". Cambiamo spega di aver ricevuto nei giorni scorsi  diverse segnalazioni da parte di alcuni cittadini cesenati che, recandosi lo scorso 20 settembre in diverse scuole della città per le elezioni dei quartieri, si erano imbattuti in cataste di arredi scolastici ammassati nei cortili degli istituti.  Banchi, cattedre, sedie, armadietti e vari suppellettili ritenuti ormai obsoleti dai nuovi protocolli anti-Covid ma, in molti casi, ancora assolutamente in buone condizioni. "Per questa ragione, visto che quelle cataste erano lì da inizio settembre, come lista civica Cambiamo abbiamo ritenuto doveroso interrogare su questo tema l'amministrazione comunale", dice una nota. 

"In particolare, avevamo chiesto per quale ragione quegli arredi non fossero ancora stati sgomberati dai cortili dei plessi scolastici e, soprattutto, quale sarebbe stata la loro destinazione.  Nel frattempo, però, il territorio cesenate è stato interessato da marcati fenomeni di maltempo e così, nei giorni scorsi, su quegli arredi scolastici si sono abbattute piogge copiose che, inevitabilmente, hanno provocato il loro irreversibile degrado. Le precipitazioni, per la verità, erano state ampiamente annunciate dai vari bollettini climatici (c'erano state anche un paio di allerte meteo), per cui c'erano tutte le condizioni per essere previdenti ed evitare che quegli arredi si trasformassero in ciò che oggi sono, ovvero cumuli inutilizzabili di legno marcio.  La risposta dell'amministrazione comunale - che parla di "arredi accatastati in aree non interferenti con le attività didattiche" in attesa "di trasportarli in magazzino" - non può in alcun modo soddisfarci". 

"Il termine "accatastati" e non "protetti", infatti, avvalora la nostra tesi secondo cui quegli arredi, in spregio ad ogni salvaguardia del bene pubblico, siano stati abbandonati per un periodo troppo lungo e sottoposti ai rischi delle intemperie atmosferiche che, puntualmente, si sono verificate.  Da questa vicenda emerge una palese negligenza da parte dell'amministrazione che, anziché tutelare i beni dell'ente, li condanna ad un inaccettabile deterioramento, sperperando denaro pubblico e lanciando segnali davvero poco educativi nei confronti degli studenti ai quali, al contrario, dovrebbe essere insegnata la cultura circolare del riciclo e non dello sperpero incondizionato.  Se il Comune, impegnato nelle difficili fasi della ripartenza, avesse avuto delle oggettive difficoltà ad accelerare le pratiche di sgombero, avrebbe quantomeno potuto coprire quegli arredi con del semplice cellophane per salvaguardare i propri beni e scongiurare questo esito così imbarazzante".  

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