Cambiamo: "Cesena si liberi di Ert, serve una nuova idea di gestione del Bonci"

"Occorre trovare sul mercato gli attori giusti che sappiano garantire la realizzazione delle linee culturali definite dal Comune"

"La posizione espressa pubblicamente da Riccardo Caporali, filosofo ed animatore di Articolo 1 Cesena, secondo cui "la gestione di Ert non ha convinto" e dunque sarebbe meglio passare ad "una gestione autonoma del teatro Bonci", ha confermato quei dubbi e quelle criticità che, come lista civica Cambiamo, avevamo più volte manifestato in diverse sedi ed occasioni".  Lo dichiara la lista civica Cambiamo.

"Lo stesso Enzo Lattuca, per la verità, durante l'ultima campagna elettorale, aveva assicurato che si sarebbero valutate alternative. Ma oggi, dopo che il Comune ha nominato il suo rappresentante in Ert, il rinnovo della convenzione - scaduta il 1° luglio - sembra scontato e dunque, ancora una volta, prendiamo atto che quella dell'attuale sindaco era solo l'ennesima boutade. Verso la fine del 2019, in risposta ad una nostra interpellanza, l'assessore Verona annunciò che l'orientamento dell'amministrazione era quello di prorogare la convenzione di un altro anno per poter ragionare poi con calma sul futuro. Questo non è successo, perché - adesso è chiaro - si preferisce mettere il consiglio comunale di fronte al fatto compiuto. Un metodo non nuovo a Cesena, con tanti saluti alla favoletta della discontinuità col passato".

"Riteniamo ormai definitivamente caduta anche la foglia di fico del ricatto morale secondo cui, senza il Bonci, Ert non avrebbe più la qualifica di teatro nazionale e perderebbe fondi, perché questo semplicemente non corrisponde al vero. Sono infatti ben altri i parametri che contano e, come noto, non richiedono necessariamente la presenza di Cesena. Insomma, Ert - che ha avuto tanto tempo e tante risorse per ottenere risultati concreti - non può più essere il 'cappio al collo' della cultura cesenate. La nostra posizione, va detto, non è viziata da un pregiudizio, ma solo da un'oggettiva disamina dei fatti. Se stiliamo un bilancio infatti di questi 20 anni di presenza Ert, quali benefici ha ottenuto, in concreto, il nostro teatro? E quei 900.000 euro che, ogni anno, paghiamo, quali risultati concreti hanno portato al Bonci?"

"Tutti ormai sanno che, con cifre molto inferiori, altri comuni romagnoli sono stati in grado, in questi anni, di offrire proposte artistiche e culturali di livello addirittura superiore rispetto a quella di Cesena. Del resto, le avvisaglie che la strada non fosse quella giusta c'erano tutte: perché, ad esempio, nessuno in Romagna è entrato in Ert? E perché le altre realtà romagnole hanno saputo trovare soluzioni più soddisfacenti?". 

"A questo punto non si tratta di tornare a gestioni dirette da parte del comune, ma semmai occorre trovare sul mercato gli attori giusti che sappiano garantire la realizzazione delle linee culturali definite dal Comune. Rimanere in Ert, al contrario, cancellerebbe a priori ogni prospettiva di politiche culturali di 'area vasta'. Dovrebbe essere il Comune stesso a stimolare in città un vero dibattito sull'argomento, per valutare quantomeno soluzioni alternative. Invece, ancora una volta, si accantona la concertazione e si preferisce risolvere tutto in una stanza, facendo credere che, semplicemente, non esistono alternative". 

"Se la memoria non ci tradisce, oltre ad Articolo 1, che ha coerentemente sollevato il tema, c'erano altre forze politiche, oggi schierate con la maggioranza che, in passato, tuonavano contro la presenza di Ert. Ebbene, quelle stesse forze politiche oggi cosa dicono?".

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