Caccia allo storno, botta e risposta tra Bartolini e Alessandrini

In questi giorni è stato sollevato dalle Organizzazioni dell'agricoltura il tema dei danni provocati dagli storni, soprattutto alla frutta. Botta e risposta tra Bartolini (PdL) e Alessandrini (Pd)

In questi giorni è stato sollevato dalle Organizzazioni dell’agricoltura il tema dei danni provocati dagli storni, soprattutto alla frutta.

“In Italia la caccia allo storno è vietata a causa della negligenza del governo nazionale, – sottolinea il consigliere regionale PD Tiziano Alessandrini – che non ha mai portato in Europa le ragioni dei nostri agricoltori e difeso una strategia equilibrata.” Risultato, l’Unione Europea emanerà una nuova direttiva solo nei prossimi anni e nel frattempo chiunque non rispetti alla lettera il parere, reso vincolante dal Governo, dell’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), incorre in pesanti sanzioni comunitarie.

In assenza di un intervento nazionale che riduca le limitazioni, la Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato una delibera che consente la caccia in deroga solo nei periodi in cui ci sono i frutti pendenti ed in presenza di dissuasori volti a impedire l’attacco degli storni. “E’ l’unica cosa che la Regione poteva fare per non correre il rischio di infrazioni europee – afferma il consigliere – in attesa che il Governo si decida a rispondere positivamente alla nostra domanda di equilibrio fra tutela della biodiversità e dei raccolti.”

Sempre in tema di caccia, nei giorni scorsi l’Assemblea legislativa della Regione ha approvato la legge sulla cattura in deroga degli uccelli vivi da richiamo, dando corso ad una apposita direttiva dell’Unione Europea.

“E’ assurdo sostenere come fa Luca Bartolini che questo tipo di caccia richiede un commercialista, - dichiara Alessandrini – un’affermazione in linea con le numerose esagerazioni con cui il consigliere PDL rappresenta problemi che certamente come in questo caso, sollecitano specifiche sensibilità, ma non tali da rendere una legge inapplicabile.”

“Con la nuova legge la Regione Emilia-Romagna non esercita alcun pregiudizio – spiega Alessandrini - e nel contempo non si fa condizionare da chi rifiuta questo tipo di cattura: è insomma un provvedimento equilibrato, che infatti ha ottenuto il parere positivo dell’ISPRA dopo un percorso concertativo con i cacciatori, gli agricoltori e gli ambientalisti.”

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