Burocrazia, controllo e trasparenza. I Liberaldemocratici: "Un'occasione persa"

"Un’occasione mancata quindi, per far progredire Cesena, un pezzetto d’Italia, a costo zero - evidenziano i Liberaldemocratici -. Un’occasione mancata anche per quella innovazione tanto decantata, ma che a Palazzo Albornoz troppo spesso alberga solo a parole".

"Sburocratizzazione, controllo e trasparenza: per il Comune un'occasione persa". Lo affermano i Liberaldemocratici per Cesena, illustrato quando deliberato dalla maggioranza del Consiglio comunale sul tema: "Il Comune si appresta a dare applicazione completa alla legge 7 dicembre 2012, n. 213, quella che impone agli enti locali di dotarsi di un organico sistema di controllo interno, introducendo allo scopo due ulteriori aree, quelle sulla qualità dei servizi e sulle società partecipate".

"Dopo averci pensato sopra un anno esatto, lo fa in modo “burocratico”, allestendo compiutamente l’apparato di controllo e la cabina di regia, senza tuttavia chiedersi quanto l’insieme risulti efficace ed efficiente. In altre parole, l’esatto contrario della tanto decantata voglia di sburocratizzare, anzi, aggiungendo altri processi amorfi ai già 566 presenti nella macchina comunale - evidenziano i Liberaldemocratici -. Ogni azione di controllo è vanificata, quindi inutile, se non viene compiuta in totale trasparenza, definendo a priori gli obiettivi oggettivi su cui esplicare l’azione di controllo; i momenti di verifica, la cui tempificazione deve essere coerente con le eventuali azioni correttive, tese al raggiungimento degli obiettivi medesimi".

Proseguono: "Se queste basi vengono meno, si produce un possibile danno alla cittadinanza, primo per i costi dei servizi e gli investimenti nelle partecipate cui ricadono, secondo, ancor più importante, per i disservizi possibili legati alla scarsa qualità. Se poi aggiungiamo che per gestire il sistema dei controlli si dovrà investire in un nuovo sistema informativo, si passa dal danno alla beffa. Un’efficace azione di controllo dei servizi è fondamentale per rendere efficienti ed efficaci i procedimenti burocratici interni, garantendo quella sburocratizzazione che sinora si è fatta solo a parole. Perché dobbiamo essere coscienti che, nel lessico riorganizzativo, la costituzione dello Sportello Facile è stata solamente una diversa modalità di erogare determinati servizi, senza modificarne alcuno nel merito".

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"Quanto sopra, è quello che è stato deliberato dalla maggioranza del Consiglio Comunale sul tema, con controlli sui servizi da definirsi entro sei mesi, il che equivale ad affermare che nel 2014 non si controllerà efficacemente nulla, punto - evidenziano -. Controlli che andrebbero invece svolti mensilmente e pubblicati nella sezione trasparenza del Comune appositamente richiesta dallo Stato (leggi Open Data), in modo da regolare con maggiore continuità, e meno traumi, le azioni correttive del caso. Analogamente, per le partecipate si continua ad insistere su controlli semestrali, quando da anni è conclamata l’abitudine da parte di diverse società di non produrre alcuna informazione richiesta, nonostante i solleciti e le interpellanze consiliari. Introdurre l’obbligo per questi amministratori, nominati dalla politica, di seguire le regole di trasparenza richieste, pena la loro sanzione ed eventuale rimozione, non deve essere percepita come fattore di lesa maestà nei confronti della delega politica della Giunta, semmai come l’obbligo della Giunta e del Consiglio Comunale tutto di rispetto nei confronti di quella più ampia delega ricevuta dalla cittadinanza. Diversamente è autoreferenzialità tra compagni di merende. Un’occasione mancata quindi, per far progredire Cesena, un pezzetto d’Italia, a costo zero. Un’occasione mancata anche per quella innovazione tanto decantata, ma che a Palazzo Albornoz troppo spesso alberga solo a parole".

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