Giovedì, 18 Luglio 2024
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Bufera Acer, Di Placido (Pri): "Noi lo avevamo detto"

"Le conclusioni delle indagini della Magistratura sulle presunte irregolarità nella gestione di Acer tra il 2004 e il 2009 ricalcano con gratificante coincidenza le perplessità e le ombre che avevamo sollevato nel maggio 2009, e che esplicitavamo in questa maniera". Inizia così una nota di Luigi di Placido dell'Edera"

"Le conclusioni delle indagini della Magistratura sulle presunte irregolarità nella gestione di Acer tra il 2004 e il 2009 ricalcano con gratificante coincidenza le perplessità e le ombre che avevamo sollevato nel maggio 2009, e che esplicitavamo in questa maniera". Inizia così una nota di Luigi di Placido dell'Edera.

"E pensare che, leggendo il Bilancio Acer 2008, oltre alla vergognosa perdita di 500.000 Euro in azioni spazzatura, di situazioni preoccupanti se ne ravvisano. L'utile passa da 50.000 Euro a 15.000 Euro; i debiti complessivi da 21 a quasi 24 milioni di Euro; le consulenze esterne aumentano del 10% arrivando a 122.00 Euro; le spese di rappresentanza aumentano del 25% arrivando a 76.000 Euro (si fanno ancora le conventions in Brasile, Turchia, Grecia, come era costume della vecchia IACP?); le spese di comunicazione istituzionale arrivano a 60.000 Euro".

"Esisteva inoltre una società di nome Image, interamente partecipata da Acer di Cesena-Forlì (perchè le Aziende delle realtà limitrofe si erano ben guardate dal parteciparvi), alla quale erano stati affidati tutti i lavori di manutenzione, e che è stata chiusa in tutta fretta poco tempo fa. Oltre a tutto questo, ci risulta che gli artigiani incaricati del controllo delle caldaie e di altri lavori di manutenzione da Gennaio ad oggi non abbiano ancora ricevuto pagamenti per le loro prestazioni, sulle quali peraltro hanno l'obbligo di lasciare una percentuale alla società che ha vinto il bando per la gestione degli immobili."

"Come si può facilmente desumere, avevamo visto giusto, e per questa nostra capacità siamo stati accusati di valutazioni "grossolane" e querelati dall'Azienda e dall'allora suo Presidente. Attendiamo con serenità gli sviluppi, ben sapendo che nessuno è colpevole fino alla fine dell'iter processuale. Riteniamo, tuttavia, che questa spiacevole vicenda debba servire da monito alla nostra politica locale per ritrovare una forte tensione morale, prediligere competenze e capacità rispetto alle tessere di partito, e adottare una decisa capacità di indirizzo e controllo delle società partecipate, anche valutandone con spietatezza l'effettiva necessità.

Questo perché non si abbiano più a ripetere episodi che minano ulteriormente la sempre maggiore sfiducia dei cittadini verso chi li amministra".

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