Bagno, il sindaco sul bilancio: "I tagli dello Stato rendono insostenibile la gestione"

Tra gli altri argomenti all'ordine del giorno la nomina del Revisore Unico e l'istituzione di una Commissione di inchiesta con lo scopo di verificare la gestione del servizio di teleriscaldamento dal momento della sua introduzione sono ad oggi

Il Comune di Bagno di Romagna ha presentato durante il Consiglio Comunale che si è svolto martedì sera il bilancio di previsione 2015, già approvato nella Giunta del 30 luglio scorso. Tra gli altri argomenti all'ordine del giorno la nomina del Revisore Unico e l'istituzione di una Commissione di inchiesta con lo scopo di verificare la gestione del servizio di teleriscaldamento dal momento della sua introduzione sono ad oggi.

Per quanto riguarda il Bilancio, il sindaco Marco Baccini fa notare come la lunghezza dei tempi di approvazione sia stata determinata prevalentemente dalla continua evoluzione della finanza statale, che non consente di disporre di dati certi e fermi. "Basti evidenziare – dichiara il sindaco – che lo stesso giorno in cui abbiamo terminato il lavoro di rifinitura del bilancio di previsione, nel mese di luglio, abbiamo ricevuto la notizia di un taglio di 100mila euro, che lo Stato ha applicato al fondo di solidarietà comunale, ciò che ci ha costretto a rimetterci al lavoro per ritrovare la quadratura dei conti". 

"Il dato che emerge da questo Bilancio – precisa il sindaco – é il mantenimento del livello di tassazione dello scorso anno, necessario a mantenere in equilibrio i conti a fronte delle gravi riduzioni delle entrate extratributarie che di anno in anno stanno colpendo le municipalità. Nonostante le intenzioni concrete di ridurre il livello della imposizione comunale e le numerose proiezioni ricercate per cercare di raggiungere un equilibrio più sostenibile, il venir meno di entrate ordinarie e straordinarie su cui poteva contare il bilancio comunale nelle annualità precedenti ci hanno costretto a dover confermare il livello di tassazione dello scorso anno".

Il risparmio della spesa corrente per un importo di 284mila euro rispetto allo scorso anno non ci ha consentito infatti di colmare la riduzione delle entrate. Rispetto ai bilanci passati, infatti, oggi scontiamo rispetto allo scorso anno una riduzione dei contributi statali e regionali di 170mila euro. Si prenda atto che le Entrate del Titolo II sono passate da 1.098.000 euro del 2013 ad 311.000 euro del 2015. A ciò occorre aggiungere il venir meno dell'ingente entrata rappresentata dalle multe da autovelox sulla E45, che ha portato la relativa voce di entrata a passare da 1.084.000 euro del 2012, a 170.000 euro del 2013 sino ad una previsione di 90.000 euro per il 2015. A queste riduzioni, come accennato, occorre poi aggiungere il taglio dal fondo di solidarietà per 100.000 euro comunicato a Bilancio già concluso".

Prosegue Baccini: "Tale ultimo taglio ha reso necessario attingere l’importo di 100.000 euro dall’utile prodotto dall’Istituzione “Camilla Spighi” per raggiungere la quadratura finale del bilancio.Le riduzioni applicate dalla politica Statale rendono effettivamente insostenibile la gestione dei bilanci dei Comuni di medio-piccole dimensioni ed hanno come conseguenza immediata quella di costringere i Sindaci a caricare sui propri cittadini quelle entrate che lo Stato non ha il coraggio di reperire in altri modi, tramite per esempio economie che a livello centrale potrebbero portare ad rilevanti risparmi di spesa corrente. La situazione è diventata talmente insopportabile e vessatoria che è stata recentemente denunciata anche dalla Corte dei Conti, la quale ha condannato il “meccanismo distorsivo” portato avanti dallo Stato in danno ai Comuni ed alle comunità amministrate".

"A ciò occorre certamente aggiungere la situazione specifica presa in carica lo scorso anno, che ha comunque sottratto alle casse comunali 248.000 euro a titolo di sanzione sul patto di stabilità ed un livello di spesa corrente che necessità di essere affrontato con manovre strutturali che porteranno i propri benefici nell’arco di qualche annualità - aggiunge il primo cittadino -. Sempre sul lato delle entrate é stato stimato di recuperare un importo di 370mila euro a titolo di evasione fiscale, per l'accertamento della quale è stata siglata una convenzione per avviare i relativi accertamenti dopo che dal bilancio dello scorso anno é emersa una mancanza di entrate a titolo Imu pari ad oltre 350mila euro".

"Alla luce della situazione delle entrate previste, che servono per la maggior parte a far fronte alle riduzioni accennate sopra, la previsione della tassa di soggiorno, stimata per 126mila euro, ci consente invece di investire sullo sviluppo del turismo e sul sostegno alle associazioni e alle iniziative locali, assecondando quello che è un nostro obiettivo di mandato - aggiunge Baccini -. Con questo importo viene finanziata la riqualificazione del sentiero e dell’area del Chiardovo, di altre aree pubbliche ad Acquapartita e Selvapiana, oltre al finanziamento di progetti di sviluppo del sistema turistico ed ai contributi alle associazioni".

"Dal lato delle spese  - evidenzia il sindaco - occorre anche tenere in considerazione la previsione nei bilanci dei prossimi 30 anni, a partire da quello 2015, della copertura dell'importo di 62mila annui a titolo di fondo risultante dal riaccertamento dei residui operato ad inizio anno. Sempre in materia di spese abbiamo privilegiato la scuola, per la quale abbiamo previsto un aumento delle risorse e abbiamo stanziato contributi per gli spostamenti che le associazioni sportive sono costrette tuttora a sostenere per la mancanza di una adeguata palestra comunale. Preferenza é stata riconosciuta anche alle opere di manutenzione delle strade comunali, per le quali sono previsti diversi investimenti, oltre ai progetti di ripristino delle frane che hanno colpito la strada di Vessa-Careste e della Valle di Selvapiana".

In merito agli investimenti, il problema più rilevante rimane il rispetto del Patto di Stabilità, per il quale il saldo obiettivo che il nostro Comune é chiamato a raggiungere (entrate - spese) ammonta ad 872mila euro. Una cifra irraggiungibile - dichiara il sindaco - se si considera che solo l'importo del saldo rappresenta il 12% del bilancio complessivo. Un saldo obiettivo che viene calcolato sull’ammontare delle spese degli anni 2008 – 2012 e sulla capacità di riscossione dell’Ente negli anni 2009- 2013 e che sconta le conseguenze di una politica non troppo accorta alla gestione a lungo termine del meccanismo del Patto, che ora sta riversando le proprie conseguenze concrete". 

Prosegue: "Da notare che il meccanismo del Parto di Stabilitá non determina solamente il rischio della sanzione per il suo mancato rispetto, ma causa anche il blocco delle spese per investimenti, andando così a congelare i progetti dell'Amministrazione. Al fine di superare questo ostacolo ed il conseguente blocco degli investimenti, abbiamo lavorato assiduamente con la Regione, che ci ha concesso spazi sul Patto che oggi ci permettono di poter avere maggiore tranquillità sul rispetto del saldo e ci consentono di avviare nel 2015 i lavori del progetto di riqualificazione del centro storico di San Piero, al quale intendiamo dare priorità rispetto ad altri investimenti".

"Al fine di raggiungere la sostenibilità del meccanismo del Patto per il futuro, sarà quindi necessario affrontare anche ulteriori manovre di bilancio che determino una riduzione delle spese correnti tale da raggiungere livelli di saldo sostenibili - illustra il sindaco -. Certamente, l’andamento progressivo della finanza Statale e le difficoltà di gestione delle risorse per servizi da parte dei Comuni rende ancor più necessario intavolare una discussione sui processi di fusione dei piccoli Comuni, per i quali sono ancora previsti contributi e finanziamenti importanti che potrebbero essere impiegati in primo luogo ad una riduzione della tassazione locale oltreché al mantenimento dei servizi tramite meccanismi di razionalizzazione".

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"La situazione dei bilanci dei Comuni limitrofi, che hanno registrato l’innalzamento della tassazione ai livelli massimi, mi spinge a richiamare sull’argomento i Sindaci vicini – conclude il sindaco di Bagno – perché senza una presa di coscienza in tal senso sarà sempre più difficile promettere ai nostri cittadini una riduzione delle tasse e sarà ancor più grave mantenere i servizi. Uno scenario che dobbiamo contrastare unendo le forze, per evitare che siano sempre i nostri cittadini a pagare le conseguenze di scelte politiche lontane o la mancanza di decisioni vicine".

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