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Bilancio 2016 del sindaco, Di Placido (LibDem): "Tutte le cose che Lucchi dice a metà"

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E’ la prima cosa che abbiamo pensato leggendo il diluvio di interviste e dichiarazioni di fine anno del Sindaco Lucchi”

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E’ la prima cosa che abbiamo pensato leggendo il diluvio di interviste e dichiarazioni di fine anno del Sindaco Lucchi”: lo scrive Luigi Di Placido (Liberal Democratici), dopo le valutazioni sul 2016 fatte dal sindaco Paolo Lucchi nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Per Di Placido: “A sentire lui, va tutto bene. Nonostante, non più tardi di una settimana fa, praticamente tutte le forze politiche e i movimenti si siano riuniti per denunciare mancanza di confronto e di trasparenza. Dice tante cose. Ma ne dimentica tante altre, o le dice a metà. Dice che risponde a migliaia di mail (come se bastasse per potersi definire dialogante). Ma ha spaccato la città e viene giustamente accusato di negare il confronto”.

Ed ancora: “Dice che non deve cambiare niente della sua Amministrazione perché ha il giudizio positivo dei cittadini. Ma non si capisce come fa a saperlo (sarà mica uno dei famosi sondaggi?). Dice che la grande percentuale di sì al referendum è anche un sì a lui (giusto per essere modesti e non allargarsi troppo). Ma non si è impegnato quasi per niente nella campagna referendaria, e anzi, ha commentato il risultato dicendo che la vittoria del no doveva aprire una riflessione anche a Cesena (affermazione già rimangiata, visto l’atteggiamento)”.

“Dice che i Quartieri funzionano bene. Ma le dimissioni di Consiglieri continuano, e le riunioni organizzate per parlare del nuovo Ospedale erano praticamente deserte. Dice che darà vita ad una consulta per il lavoro. Ma intanto la nostra città perde posizioni nelle classifiche nazionali, e la soluzione è un ennesimo organismo creato dopo sette anni di mandato. Dice che aggiornerà il Piano di mandato per renderlo più attuale, però lo farà votare il 26 gennaio senza nessun confronto preventivo con la città”.

“Dice che il 2017 sarà l’anno della decisione del nuovo Ospedale. Ma, tranne le riunioni di un Comitato e quelle deserte nei Quartieri, la città non è stata coinvolta nella decisione che lui ha già preso da tempo, e non ha ancora potuto esprimersi su che sanità e che servizi sociali vuole per il futuro (l’importante è non contraddire la Regione, meglio non rovinarsi scenari futuri). Dice che il 2017 sarà l’anno di Piazza della Libertà. Ma dimentica di aggiungere che sarà anche l’anno della morte definitiva del Centro Storico (cosa che, peraltro, gli interessa poco) e del raddoppio del Centro Montefiore (cosa che, peraltro, gli interessa molto). Dice che ci saranno opere pubbliche per 55 milioni di Euro. Ma dimentica di dire che almeno 33 di quei 55 milioni non provengono dal Comune. Dice, dice, dice. L’unica cosa che non dice mai è di aver sbagliato in qualcosa, e chiedere scusa. Visto che ama citare frasi dei Sindaci di un tempo, gliene suggeriamo una di Antonio Manuzzi che dovrebbe rileggersi ogni giorno: “Uomo di parte, ma Sindaco di tutti”.

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