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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Bianconi (Ncd): "Altro che nuovo ospedale, si dia assistenza domiciliare ai portatori di Peg"

"Inammissibile che nell'Area Vasta Romagna, una delle aziende sanitarie più grandi d'Italia e sbandierato modello organizzativo della regione Emilia Romagna, non si riesca a garantire l'assistenza domiciliare a meno di cento persone"

“Inammissibile che nell’Area Vasta Romagna, una delle aziende sanitarie più grandi d’Italia e sbandierato modello organizzativo della regione Emilia Romagna, non si riesca a garantire l’assistenza domiciliare a meno di cento persone portatrice di Peg”: è la risposta della senatrice Ncd  Laura Bianconi alle proteste di Tiziana Lugaresi nei confronti di chi a Cesena ha la responsabilità di fornire assistenza a chi, in seguito a disturbi neurologici o a patologie del tratto digestivo, sono costretti ad alimentarsi attraverso il meccanismo della Peg invece che per bocca.

Dall’inizio dell’anno, infatti, a questi pazienti è stata comunicata la sospensione del servizio di assistenza domiciliare per motivi organizzativi, con l’assicurazione che in tempi rapidi tutto sarebbe tornato a regime, ma praticamente a sei mesi da quell’annuncio nulla è cambiato e così accade che pazienti, con una salute già gravemente compromessa, debbano sopportare il disagio di uno spostamento in ospedale per una prestazione di soli pochi minuti. 

“Stupisce – continua Bianconi - che proprio mentre tutti si sono prontamente ed entusiasticamente dimostrati favorevoli alla realizzazione di un nuovo ospedale a Cesena, nessuno tra gli addetti ai lavori e tra coloro che hanno funzione di controllo abbia trovato tempo e risorse per risolvere un problema così circoscritto e per il quale basterebbe innanzitutto la buona volontà. Sono questi – conclude Bianconi – gli indirizzi dell’assessore regionale? E’ questo il modello di organizzazione territoriale della sanità che si vuole perseguire? Dubito fortemente che la situazione dei pazienti portatori di Peg si possa definirsi coerente con i principi della buona organizzazione sanitaria, che invece, per sua natura, deve considerare gli ammalati non come numeri di un bilancio da far quadrare ma come persone, da assistere, da tutelare e comprendere per le difficoltà, anche psicologiche, che ogni giorno devono affrontare”.

POMPIGNOLI - Sulla questione ha preso la parola anche il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli dopo l'interrogazione dello scorso gennaio. E' di martedì la lettera inviata all’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi dove si sollecitano "i vertici dell’Ausl di Romagna a fornire una risposta concreta, immediata e corrispondente al vero all’emergenza dell’assistenza domiciliare dei malati portatori di Peg, ricordando che il ripristino del servizio, diversamente da quanto annunciato pubblicamente, non è ancora stato effettuato".

"Nella risposta alla mia interrogazione - spiega Pompignoli - i toni dell’emergenza venivano smorzati dallo stesso Venturi che dichiarava: “Non avendo mai avuto l’intenzione di ridurre questa tipologia di servizio, l’Ausl della Romagna ha ripristinato, nel più breve tempo possibile, la programmazione degli accessi specialistici a domicilio che è stata riattivata dal 2 febbraio scorso”. Spiace quindi dover evidenziare che, nonostante le rassicurazioni e le belle parole spese in questi mesi sulla vicenda dall’Ass.re Venturi, ad oggi nulla è cambiato. La situazione, infatti, così come riferito dai diretti interessati, è rimasta immutata: gli accessi del medico gastroenterologo al domicilio dei pazienti, non sono mai stati ripristinati con il risultato che, ancora oggi, sono i malati accompagnati dai familiari, a dover essere trasportati in ospedale".
 

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