Bartolini attacca l'Ausl: "Mezzo milione per una fotocopiatrice"

"Si tratta di una locazione operativa "full service" , quindi comprensiva del servizio di manutenzione e del materiale di consumo; il canone è riferito alla durata complessiva di circa sei anni", si legge nella nota dell'Ausl.

Bartolini accusa e l'Ausl di Cesena risponde. Il consigliere regionale denuncia una spesa “di mezzo milione di euro per una fotocopiatrice a colori”, al Bufalini di Cesena tramite, “una procedura negoziata, cioè senza nessun bando pubblico, con cui l'Ausl ha raggiunto un accordo con una nota azienda per la fornitura in noleggio di un nuovo sistema di stampa a colori”. La nota dell'azienda precisa come la metodologia sia regolare, “così come prevede la vigente normativa in materia e ad un costo in linea con quello sostenuto da altre pubbliche amministrazioni”.

Si tratta di una locazione operativa “full service” , quindi comprensiva del servizio di manutenzione e del materiale di consumo; il canone è riferito alla durata complessiva di circa sei anni”, si legge nella nota dell'Ausl.  “Il contratto, che è partito questo mese, sarà in valido fino al 2017 e avrà un costo vicino al mezzo milione di euro: per l'esattezza 468.640 euro più Iva . Il nuovo strumento in dotazione al Centro stampa dell'Ausl di Cesena ha un costo notevole – affonda Bartolini - in un periodo in cui le stampe dovrebbero diminuire e si dovrebbe puntare sempre di più sul digitale, ma soprattutto mentre l'intera giunta regionale e i direttori generali nominati dalla sinistra si lamentano dei tagli del governo, appare esagerato spendere tutti questi soldi in un campo non sanitario. Tuttavia, se si ritiene utile avere un apparecchio del genere, lo si potrebbe acquistare a livello di Area Vasta, in modo da spalmare e razionalizzare i costi. Invece Area Vasta viene tirata in ballo solo quando fa comodo al direttore di turno o alla Regione e mai per scopi concreti. La nuova mega stampante dell'Ausl di Cesena lavorerà anche per quella di Rimini, solo in un secondo momento per Forlì e non per Ravenna. Oltre settemila euro al mese per delle stampe non è una cifra da sottovalutare, forse con un bando pubblico sarebbe stato possibile avere dei prezzi più vantaggiosi”.  
 
“Il nuovo sistema avanzato di stampa digitale, indispensabile per stampare i volumi di materiale quotidianamente prodotti (fino a 80mila copie al mese) – risponde l'Ausl - ha sostituito la precedente attrezzatura oramai obsoleta e fortemente sottodimensionata come capacità produttiva. Pur essendo nell’era del digitale, come giustamente osserva il Consigliere Bartolini, rimangono, infatti, al momento, ancora numerosi i documenti sanitari utilizzati esclusivamente in formato cartaceo (a titolo esemplificativo e non esaustivo, dalle cartelle cliniche alle informazioni all’utenza, alle guide ai servizi per i cittadini, ecc).  Tra l’altro, proprio grazie alla tecnologia digitale e al sistema di finitura automatizzata di cui è dotata la nuova attrezzatura, è possibile razionalizzare i volumi di stampa con un conseguente notevole risparmio economico anche in  termini di risorse umane. Tale investimento, infine, oltre ad abbassare i costi della stampa fino ad oggi sostenuti, è stato effettuato proprio nell’ambito del percorso di concentrazione delle attività, in atto a livello di Area Vasta Romagna, percorso che per evidenti ragioni non può che essere graduale ed  ha già visto nella sua  prima fase l’assorbimento delle attività di stampa dell’Azienda di Rimini”.

 
 

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