Bagno di Romagna, Forza Italia porta il caso in Parlamento: "Evitare la chiusura della filiale della Carisp"

La filiale, evidenziano gli esponenti azzurri, "rappresenta un punto di riferimento di primaria importanza per i residenti del Comune di Bagno di Romagna. Infatti è l’unico sportello bancario presente nel paese di Bagno di Romagna da oltre 60 anni".

Era il 10 ottobre quando la Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna ha annunciato la chiusura della filiale di Bagno di Romagna. Forza Italia si è mobilitata portando la vicenda in Parlamento con un'interrogazione presentata dal deputato Galeazzo Bignami e dal senatore Antonio Barboni. La filiale, evidenziano gli esponenti azzurri, "rappresenta un punto di riferimento di primaria importanza per i residenti del Comune di Bagno di Romagna. Infatti è l’unico sportello bancario presente nel paese di Bagno di Romagna da oltre 60 anni".

"La chiusura della filiale arrecherebbe notevoli disagi per i cittadini della zona, circa 1200 persone, per le attività commerciali, alberghiere, termali e per tutti i turisti - viene aggiunto -. Infatti, a Bagno di Romagna vi è una delle più grandi stazioni termali, costituita da tre stabilimenti e seconda classificata nella Regione Emilia-Romagna per numero di presenze, con capacità ricettiva superiore a circa 1500 posti letto; A seguito della chiusura, tutti i clienti e turisti, che usufruiscono dei servizi della filiale in questione, sarebbero costretti per qualsiasi esigenza a percorrere alcuni chilometri di strada per eseguire le loro operazioni nella filiale di San Piero in Bagno".

"Tale situazione potrebbe causare numerosi disagi soprattutto alle persone anziane sprovviste di automezzo e con difficoltà motorie - viene rimarcato -. Tale contesto è aggravato dal fatto che non esistono mezzi pubblici di collegamento e, stante le segnalazioni pervenute, i clienti ed i turisti, che possono spostarsi con mezzi propri, dovranno confrontarsi con la mancanza di parcheggi nella nuova filiale". "La chiusura della Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna, Filiale di Bagno di Romagna, penalizzerebbe la Comunità medesima e rappresenterebbe un elemento di impoverimento per il territorio", sottolinea Bignami, che rimarca "l’incapacità dell’attuale amministrazione comunale di pervenire ad una risoluzione definitiva del problema, costringendo così i cittadini a rivolgersi al livello parlamentare. Peggio ancora sarebbe se l’apertura dello sportello venisse prolungata solo fino alla prossima primavera (per poi procedere alla chiusura definitiva), traducendosi il tutto solo in uno ‘spot elettorale’ per l’amministrazione uscente in vista delle prossime elezioni di maggio".

"I cittadini sono stati costretti a rivolgersi al livello parlamentare poiché dall’amministrazione comunale non sono arrivate risposte di sorta - afferma l'esponente azzurra locale Alice Buonguerrieri -. Chiediamo risposte concrete, chiare e definitive al problema. Non capiamo, peraltro, il motivo di questa scelta, considerato che Bagno di Romagna è sede di una delle più grandi stazioni termali della Regione. E’ comprensibile dunque il disagio che la chiusura dell’unico sportello bancario in paese arrecherebbe anche ai turisti e agli imprenditori del settore turistico che chiedono che il territorio fornisca servizi di prossimità.   L’auspicio è che, attraverso l’azione del deputato Bignami e del senatore Barboni, si possa finalmente aprire un dibattito serio nelle sedi deputate, per evitare la chiusura della filiale di Bagno di Romagna, avviando un confronto anche tra Parlamento e Regione, affinché sia introdotta una normativa che tuteli il mantenimento delle filiali bancarie anche nelle zone più periferiche. In alternativa, nel caso in cui la decisione dovesse essere irrevocabile, chiediamo che venga aperta la riflessione per lo spostamento in paese di uno degli sportelli bancari presenti a San Piero in Bagno".

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