Bagno, Fdi: "I conti della Tari non tornano, la produzione di rifiuti risulta anomala"

L’allarme arriva da Alice Buonguerrieri, vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e responsabile del comprensorio cesenate, consigliere comunale a Bagno di Romagna

Sulla Tari i conti non tornano. È il momento di chiarire e ho chiesto all’amministrazione comunale di Bagno di Romagna un impegno preciso in tal senso”. L’allarme arriva da Alice Buonguerrieri, vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e responsabile del comprensorio cesenate, consigliere comunale a Bagno di Romagna. Proprio nell’ultimo Consiglio comunale, uno dei punti all’ordine del giorno era dedicato alla tariffa Tari e alla gestione dei rifiuti urbani. “Il punto di partenza – spiega Buonguerrieri, che è intervenuta sull’argomento – è la delibera in cui si approvano il piano economico-finanziario e le tariffe Tari per il 2020. Dal documento emergono non pochi interrogativi. Si evince che ‘il costo standard di gestione di una tonnellata di rifiuti è pari a 301,51 euro’, che a Bagno di Romagna le tonnellate di rifiuti gestite sono 3.695,39 e che il ‘fabbisogno standard finale – le cui risultanze sono determinate in base alle linee guida ministeriali – è pari a 1.114.193,07 euro’. L’importo del piano finanziario complessivo risulta ‘inferiore all’importo indicato’. Incrociando questi dati con quello relativo alla popolazione residente – segnala Buonguerrieri – emerge che la produzione pro-capite di rifiuti è di oltre 670 chilogrammi all’anno."

Ecco è l’elemento che desta preoccupazione. “L’ultimo rapporto sui rifiuti urbani di Ispra – continua il vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia – ci dice che in Italia la produzione pro-capite di rifiuti è di poco meno di 500 chili ad abitante. Vuol dire che Bagno di Romagna supera di oltre il 34% la media nazionale, attestandosi al di sopra anche di quella regionale (660 chili per abitante), dato che poi non tiene conto della fatto che all'anagrafe risultano iscritti cittadini italiani che risiedono all'estero e che, in gran parte dei casi non essendo proprietari di immobili, non producono rifiuti, con la provincia di Forlì-Cesena che presenta un valore di produzione pro-capite di rifiuti tra i più alti in Italia (726 chili). Questo, almeno, è ciò che è possibile calcolare con gli elementi riscontrabili in una delibera tutt’altro che chiara. Ho chiesto in Consiglio comunale di fare una verifica”.

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L’amministrazione darà un riscontro nelle prossime settimane. “Fratelli d’Italia – osserva Buonguerrieri – ha sollevato il problema a tutela dei cittadini perché paghino per i rifiuti effettivamente prodotti, senza stangate ingiustificate che potrebbero derivare da numeri presi per come vengono dati e non verificati all’origine. Tale controllo andava indubbiamente fatto prima, non solo nel momento in cui c’è chi chiede precisazioni. È necessaria un’opera di trasparenza: occorre chiarire nei dettagli il meccanismo di calcolo, così come tutti i punti della delibera, e spiegare ai cittadini esattamente quanto pagano per ogni chilogrammo di rifiuti realmente prodotto".
 

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