Bagno di Romagna, sguardo sul futuro: "Con la fusione con Verghereto arriverebbero 12 milioni"

Uno dei temi centrali è stato rappresentato dall’Unione dei Comuni Valle Savio e della necessità di rivederne l’assetto con un rafforzamento del ruolo dei 4 comuni dell’area montana

Si è tenuto giovedì sera nella Sala Consiliare del Comune di Bagno di Romagna il secondo incontro organizzato dalla lista civica “Visione Comune” nell’ambito di un calendario di appuntamenti avviato per confrontarsi e condividere la “visione” futura che sarà alla base del programma elettorale. "Il tema dell’incontro “Quale Futuro per il Comune?” è stato pensato proprio per riflettere sulle strategie organizzative che amministratori e parti politiche devono immaginare e adottare per fare in modo che i Comuni di piccole dimensioni continuino in futuro ad essere in grado di gestire i servizi in modo adeguato alle esigenze delle comunità amministrate", precisa Marco Baccini. 

“Questo tema non suscita attrattiva al pari di altri, come quelli prossimi sul Parco o sulla qualità urbana o ancora sulla scuola e la cultura, ma pone delle questioni che è necessario affrontare a mio avviso - continua il primo cittadino - se si vuole perseguire una politica lungimirante e responsabile .Il dato da cui muovere è quello che è stato definito più volte nel corso dello stesso incontro del “caos organizzativo e istituzionale” in cui si trovano i piccoli comuni montani, che si trovano ormai ogni giorno a combattere contro continue diminuzioni di personale, progressive riduzioni di trasferimenti a bilancio, con difficoltà oggettive a gestire i servizi e dare risposte adeguate ai cittadini, per non fare menzione delle emergenze, che rendono la situazione insostenibile".

"Per fare un esempio veloce, ma che rende chiaramente l’idea, il numero dei dipendenti del Comune di Bagno di Romagna è passato dal 2013 al 2018 dal numero 69 al 56, con 9 pensionamenti e altrettanti trasferimenti ad altri Enti, che hanno visto uscire dalla struttura il Responsabile del Settore Lavori Pubblici, del Settore Edilizia e Urbanistica, del Settore Cultura e Turismo - continua Baccini -. E’ attuale la comunicazione dell’ennesimo trasferimento ad altro Ente dell’Economo, che lascia un vuoto al Settore Ragioneria dopo che eravamo riusciti a creare una certa stabilità. Il tutto sotto una normativa assurda che non permette assunzioni se non nel limite del 25%. Altro esempio, non di secondo rilevo, è quello per cui dal 2013 al 2018 il bilancio del Comune ha registrato una diminuzione delle entrate correnti di oltre un milione di euro ed un aumento dei costi dei servizi generali. Da ultimo la grave partita dei costi del trasporto pubblico locale, che ancora una volta è ricaduta sui piccoli comuni”.

"Questa è in breve la situazione di Bagno, ma che riguarda parallelamente gli altri comuni delle nostre dimensioni a partire da quelli montani dell’Unione Valle Savio a quelli della vallata del Bidente - chiosa Baccini -. Ai problemi di tipo organizzativo e contabile, poi si aggiungono quelli di una instabilità istituzionale che ha contribuito al venir meno di politiche territoriali e di coordinamento tra Enti, tra smantellamento e riconferma delle Province, ormai prive di personale e risorse, creazione di Unioni dei Comuni, di Aree Vaste, trasferimento e deleghe di funzioni, in un contesto in continuo sviluppo e senza certezze di lungo termine. Si capisce che in questo quadro di riferimento l’avvio di un confronto su azioni di strategia organizzativa e politica è necessario, da una parte per continuare a garantire la gestione dei servizi a livello locale, e dall’altra per rivendicare la dignità e l’autonomia dei piccoli comuni montani e delle proprie comunità”. Il tema ha suscitato un ampio confronto tra i presenti, tra cui il vicesindaco di Mercato Saraceno Luciano Casali, il rappresentante della Lega Nord e consigliere di Verghereto Gianni Facciani, ex dipendenti del Comune, rappresentanti della Confcommercio, del circolo del Pd locale, e cittadini.

Uno dei temi centrali è stato rappresentato dall’Unione dei Comuni Valle Savio e della necessità di rivederne l’assetto con un rafforzamento del ruolo dei 4 comuni dell’area montana, partendo dal riconoscimento di una maggior autonomia istituzionale, una gestione dei servizi più vicina al territorio, anche attraverso una maggior condivisione e collaborazione tra i 4 comuni montani della gestione dei servizi. Altro tema caldo è stato quello della fusione con Verghereto che i cittadini e le parti politiche ritengono essere una strategia da perseguire nell’ottica di una politica pronta e responsabile. Al riguardo, lo stesso sindaco, che ha sostenuto in più occasioni l’opportunità di una simile scelta, ha rimarcato che "l’eventuale fusione porterebbe contributi spendibili immediatamente sul territorio pari a 12 milioni". La presa di coscienza che è emersa dal confronto e che è stata condivisa a linee generali è quella di agire sul locale cercando di impostare una maggior condivisione dei servizi tra i 4 comuni  montani, anche mediante convenzioni specifiche, che potrebbero partire dai settori tecnici, e di agire a livello politico verso l’alto per sostenere e rivendicare l’autonomia istituzionale dei piccoli comuni, avvalendosi dell’azione dei parlamentari locali.

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