Baccini scrive al Governo: "Quattro azioni per la ripartenza economica"

Il sindaco di Bagno di Romagna: "L’unico vero 'ammortizzatore sociale' per la ripartenza economica è il lavoro, con il virus dovremo conviverci per mesi o anni"

Partono nuovi solleciti al Governo da parte del Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini, che questa volta scrive al Presidente del Consiglio Conte, al Ministro dell’Economia Gualtieri ed a quello  dello Sviluppo Economico Patuanelli, non sulla gestione dell’emergenza sanitaria, ma per chiedere poche e chiare azioni immediate per la ripresa economica.

"Interviene – scrive Baccini – nell’umile consapevolezza di non voler “invadere” competenze e ruoli superiori al mio, ma fornendo la visione di chi tocca con mano ogni giorno le difficoltà di tante piccole-medie imprese di un territorio interno, ove insistono diversi e variegati comparti produttivi, quali agricoltura e allevamento, artigianato di qualità, industrie internazionali, turismo e termalismo".  Il piano d’azione che chiede il Sindaco di Bagno di Romagna parte da alcune constatazioni. Dalla convinzione che l’unico vero “ammortizzatore sociale” per la ripartenza economica è il lavoro, sostiene Baccini. "Che con il virus dovremo conviverci per mesi o anni e comunque ciò apre nuovi scenari con i quali dovremo confrontarci costantemente. Che i Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, non hanno competenze, strumenti né capacità finanziarie per incidere in modo significativo sulla ripresa economica delle aziende, trovandosi peraltro di fronte a scenari imprevedibili per i bilanci comunali. Da un proiezione del Sindaco le conseguenze connesse al Coronavirus peseranno sul bilancio del Comune di Bagno di Romagna almeno per  400.000 euro.

E’ su questo quadro che Marco Baccini chiede di organizzare la più celere connessione tra gestione del virus e riapertura delle aziende, individuando poche ma chiare misure di sicurezza sociale e lavorativa, per evitare che la crisi già dilagante in cui si trovano le aziende si trasformi in un collasso irrecuperabile.

Ed ecco elencate le quattro azioni che Baccini chiede al Governo di attuare con gli stessi poteri straordinari esercitati per affrontare l’emergenza sanitaria. "Congelamento temporaneo del Codice degli Appalti per permettere alle Pubbliche Amministrazioni di avviare in tempi rapidi tutti gli appalti quiescenti, anche conferendo ai sindaci il ruolo di commissari comunali, con potere di organizzare gare “locali” pur nell’assunzione delle relative responsabilità in termini di trasparenza e buona amministrazione. Piano nazionale di semplificazione normativa e burocratica temporanea ed emergenziale per le aziende di ogni comparto, che rappresenti anche la base per una riforma di semplificazione strutturale e complessiva. Piano emergenziale temporaneo per l’abbattimento dell’IMU sui beni strumentali e della TARI per le attività sospese, da finanziare prioritariamente con le risorse statali ed europee nell’ambito dei piani di sostegno alle imprese. Programma di risorse compensative per i Comuni, al fine di evitare il tracollo dei bilanci degli Enti locali, compresa una linea di compensazione per il mancato incasso della Tassa di Soggiorno".

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 "Mi rendo conto delle innumerevoli sollecitazioni a cui il Governo è sottoposto ogni giorno – chiude la Sua missiva il Sindaco - ma, d’altra parte, vi spingo a comprendere quanto sia altrettanto difficile e doloroso amministrare una piccola comunità, in cui quotidianamente si incontrano cittadini, famiglie e imprenditori con occhi impauriti da problemi che diventano ogni giorno più gravi, e terrorizzati dall’incertezza di un futuro non chiaro. Ed è ancor più frustrante per le Amministrazioni di piccoli Comuni essere limitati al ruolo di spettatori, senza strumenti o possibilità per dare risposte concrete, se non gestire quanto viene deciso da Enti superiori ed è per questo che mi rivolgo a voi". 

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