Autonomia e federalismo, botta e risposta tra Morrone (Lega) e il sindaco Lucchi

"Che autonomia delle Regioni e federalismo siano fra le parole chiave della battaglia leghista lo sanno anche i bambini", esordisce l'esponente del Carroccio

Il segretario nazionale della Lega Nord Romagna,Jacopo Morrone, interviene nel dibattito su autonomia e federalismo, replicando al sindaco Paolo Lucchi. "Che autonomia delle Regioni e federalismo siano fra le parole chiave della battaglia leghista lo sanno anche i bambini - esordisce l'esponente del Carroccio -. Ed è indiscutibile che le Regioni a guida Lega Nord abbiano dimostrato, cifre e servizi alla mano, di aver applicato al meglio i principi del buon governo e di essere le locomotive del paese. Che federalismo e autonomia siano contemplate dalla Carta costituzionale è altrettanto indubbio, ma che ci sia stata la volontà politica, in particolare del Pd, ma non solo, di bloccare le aspirazioni autonomiste delle Regioni è altrettanto palese. L’esempio è eclatante anche in Emilia e Romagna".

"E’ evidente come la rete di potere istituzionale e amministrativo a guida del Pci-Pds-Ds-Pd abbia di fatto frenato l’aspirazione legittima della Romagna alla propria autonomia rispetto allo strapotere emiliano e bolognese. Scarso e tiepido è stato infatti il sostegno a questa causa da parte dei politici piddini - continua Morrone -. Ma la classe dirigente dem non ha fatto nulla neppure per ricercare una maggiore autonomia della Regione Emilia-Romagna così com’è oggi, in modo da trattenere più risorse in loco. Anzi, quando la Lega ha rivendicato localmente, a livello regionale e nazionale questa battaglia, il Pd l’ha sempre boicottata in malo modo. Ora, in ‘zona cesarini’, di fronte ai prossimi referendum popolari indetti in Lombardia e Veneto per chiedere ulteriori forme di autonomia e le relative risorse, i vertici del Pd regionale, con in testa il presidente della Regione Stefano Bonaccini, si sono svegliati dal lungo sonno, asserendo di essere anch’essi sulla lunghezza d’onda della maggiore autonomia, ma che i referendum non servono".

"La ‘paura fa 90’ e tutto è utile per delegittimare l’iniziativa referendaria, il cui buon esito darebbe politicamente il colpo di grazia finale al caro e mai abbandonato centralismo statalista dem. Sul carro dei neofiti Pd dell’autonomia è salito anche il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, che, tuttavia, non fa un buon servizio al presidente della Regione tanta è la sua saccenteria nel dispensare lezioncine di federalismo da ‘bignamino’ - conclude -. Perché, infatti, viene da chiedergli, in tanti anni di potere e di governo, voi Pd non avete mai assunto l’iniziativa di ‘trattare’ con Roma per avere maggiore autonomia? Non è forse strumentale annunciarlo solo adesso? Lucchi, come al solito, parla di tutto e di più pur di far vedere che esiste”.

La replica di Lucchi

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Lucchi: "Ho letto con la consueta attenzione l'esternazione di Morrone ed ho notato come si sia risvegliato dal torpore estivo per utilizzare la consueta aggressività verbale, vuota però di contenuti. Scelgo quindi di favorirlo, come si fa per cortesia con chi si è appena svegliato da un lungo sonno, limitandomi a quesiti diretti e semplici: perché in Lombardia e Veneto i Presidenti "made in Lega Nord" Zaia e Maroni chiedono, solo a pochi mesi dalle elezioni, un referendum per ottenere un passaggio verso il federalismo? Ed ancora: le due Regioni, governate da sempre da loro stessi, non avevano questa stessa esigenza anche negli anni passati? Infine (e soprattutto), perché quando Maroni e Zaia sono stati lungamente al Governo come Ministri, non hanno concesso quella stessa autonomia che oggi rivendicano con un referendum che ha i fini e l'utilità di uno spot elettorale?".

"Su Morrone, sia serio e non ci dia lezioncine - attacca Luchci -. Per anni voi leghisti ci avete raccontato di un federalismo che poi non avete mai perseguito concretamente quando vi era possibile, avendo tutte le leve di governo e legislative in mano ed oggi, che la Regione Emilia-Romagna ha trovato la strada concreta (e non aggressiva) per raggiungere il risultato, vi comportate come quei bambini che, perdendo la partita, pensano di andarsene con il pallone, per impedire agli altri di vincerla. Piuttosto da chi come lei dichiara di perseguire gli interessi dei romagnoli, mi sarei aspettato ben altro. Perché io sono invece certo che il percorso lanciato dal presidente Bonaccini, invece, agli interessi degli emiliani-romagnoli stia garantendo un futuro ben più solido che, non a caso, tanti sindaci da subito hanno deciso di appoggiare".

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