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Autonomia differenziata, la Lega: "Il Pd incoerente, inverosimili le dichiarazioni di Plumari"

"A Plumari chiediamo quindi di rimanere nell’ambito di una discussione basata sui fatti e non su dichiarazioni inverosimili. Gli ricordiamo che il tema del riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario è previsto in Costituzione"

“Il Pd ordina di bocciare l’autonomia differenziata che prima sosteneva e il segretario cesenate Lorenzo Plumari esegue. L’obiettivo è imporre l’idea che l’autonomia differenziata è il male assoluto. Lo stesso Stefano Bonaccini, da presidente della Regione Emilia-Romagna, era fino a poco tempo fa un convinto sostenitore dell’autonomia con cui, a suo dire, l’Italia sarebbe cresciuta. E si tratta sempre della stessa ‘autonomia’ non di un’altra, come affermano oggi gli esponenti Pd arrampicandosi sugli specchi". Così in una nota la responsabile degli Enti locali della Lega Romagna Antonella Celletti e Enrico Sirotti Gaudenzi segretario provinciale della Lega.

Ancora i leghisti: "A Plumari chiediamo quindi di rimanere nell’ambito di una discussione basata sui fatti e non su dichiarazioni inverosimili. Gli ricordiamo che il tema del riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario è previsto in Costituzione, precisamente all’art. 116, terzo comma, in forza della riforma del Titolo V prevista dalla legge costituzionale 3/2001. Riforma fortemente voluta dal Pd, approvata a colpi di maggioranza da un Governo di sinistra in via di scadenza, e rimasta inattuata. Successivamente, nel 2017 si riaccese il dibattito sulla richiesta di maggiori forme di autonomia alle Regioni dopo le iniziative assunte da Lombardia, Veneto e, guarda caso, dall’Emilia-Romagna, i cui presidenti Roberto Maroni, Luca Zaia e Stefano Bonaccini sottoscrissero con il Governo, rappresentato dal sottosegretario Gianclaudio Bressa del Pd, un accordo preliminare per l'attribuzione di più autonomia puntando ad ampliare il quadro delle materie oggetto di trasferimento. Bonaccini stesso, nel 2018, chiedeva ‘più risorse trattenute alla fonte’ per la gestione delle competenze previste dalla futura autonomia differenziata e fece elaborare in Regione Emilia-Romagna studi sulle materie al cui interno definire i nuovi poteri: politiche del lavoro, istruzione, salute, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, più un addendum sui rapporti internazionali e con l’Unione europea. Allora Bonaccini sosteneva che sarebbe stata un’opportunità per tutte le Regioni, oggi, al contrario, tuona su una legge che ‘divide scuola e sanità’. Un cambiamento di idee radicale nel giro di troppo poco tempo per essere credibile. Sta qui il vero problema del Pd: l’incoerenza, che, in questo caso, si esplicita con la bocciatura di una legge che dà attuazione a una riforma fatta da un Governo di sinistra solo perché a realizzarla è un Governo di centrodestra. Al Pd si impone una riflessione seria sui danni che sta recando al Paese con atteggiamenti così illogici e contraddittori, soprattutto quando si punta a spargere notizie infondate”.

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