Autisti volontari sulle ambulanze al posto dei professionisti? La Lega interroga

“Autisti volontari al posto degli autisti professionisti nelle ambulanze della Croce Rossa?”. È la domanda di fondo contenuta in un’interrogazione presentata in Regione

“Autisti volontari al posto degli autisti professionisti nelle ambulanze della Croce Rossa?”. È la domanda di fondo contenuta in un’interrogazione presentata in Regione dal consigliere Massimiliano Pompignoli (Lega Nord), che chiede se sia stata ben considerata l’opportunità di impiegare personale non professionista in un’attività per cui occorre una lunga formazione, esperienza, prontezza di riflessi e lucidità, oltre a capacità specifiche. Nulla togliendo ai volontari, che - spiega Pompignoli – possono prestare la loro opera meritoria in attività non meno importanti (servizi sportivi allo stadio, nelle piscine o simili) ma con meno impatto nell’eventualità di situazioni di emergenza/urgenza.

Il consigliere fa riferimento al Protocollo di intesa per il servizio di soccorso e trasporti infermi non urgente fra l'Ausl della Romagna e l'Associazione di promozione sociale (APS) Croce Rossa Italiana, Comitati di Cesena, di Cesenatico e di Forlì, firmato il 28 dicembre 2017, che, secondo segnalazioni, darebbe il via libera, dal mese di settembre 2018, all’inserimento di due volontari nelle sedi della Croce Rossa del cesenate che affiancherebbero, per soli sei turni, gli autisti di ambulanze effettivi per apprenderne l’attività da esercitare in seguito autonomamente. 

"Questa attività, tuttavia, - spiega - è particolarmente delicata e comporta responsabilità che solo soggetti ad essa dedicati possono assumersi, mentre chi presta la propria opera volontaria, presumibilmente ha anche un altro lavoro che lo occupa prevalentemente e quindi, nel momento in cui svolge la propria azione di volontariato, può non essere al pieno dell’attenzione necessaria per la guida veloce, in situazioni di emergenza/urgenza, oltretutto con un apprendistato di soli 6 turni".

"Ma un altro punto nodale da chiarire riguarda  – evidenzia ancora Pompignoli – i veri obiettivi di questa operazione, al di là del richiamo alla legge regionale in materia, e se sia realistico pensare che si punti, nel tempo, a sostituire gli autisti professionisti dipendenti con personale volontario solo per questioni di risparmio. Un fatto questo che sarebbe ancora più grave perché presupporrebbe la volontà di anteporre mere ragioni di bilancio alla sicurezza.
Il consigliere, infine, vuole sapere se effettivamente il personale volontario non riceva alcun compenso o se, al contrario, siano comunque previsti rimborsi spese, emolumenti, a qualsiasi titolo e in qualunque modalità erogati".

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