Sabato, 13 Luglio 2024
Politica

Ausl unica, Comunisti Italiani contro Lucchi: "Balzani ha detto come funziona"

"Solo Paolo Lucchi non ha condiviso l'analisi critica dei sindaci della Romagna sulla "assenza di un chiaro programma d'azione relativo all'istituzione dell'AUSL Unica: è l'affondo "da sinistra" del Pdci

“Alla vigilia delle elezioni amministrative di Cesena ribadiamo la necessità e l’urgenza di un raggruppamento delle forze di sinistra e dei movimenti per battere la politica conservatrice del PD e del suo sindaco, che ad esempio sulla sanità, senza alcuna competenza specifica, si è fatto puro portavoce della politica accentratrice e liberale del presidente Errani coadiuvato dai vari Lusenti e Carradori.Non a caso, come denuncia Balzani sindaco di Forlì, il solo Paolo Lucchi non ha condiviso l’analisi critica dei sindaci della Romagna sulla “assenza di un chiaro programma d’azione a priori sul quale convergere” relativo all’istituzione dell’AUSL Unica”: è l'affondo “da sinistra” del Partito dei Comunisti Italiani al primo cittadino sul tema della sanità.

Il Pdci si insinua nelle differenze di vedute tra sindaci dello stesso colore politico, quello di Cesena e quello di Forlì: “Sempre citando Balzani, con questa operazione “sostanzialmente al buio,con documenti generici, … si dice addio all’ultimo contatto fra città e ospedali, esistente da secoli”. Inoltre con il taglio di risorse e di posti letto si favorisce la spedalità privata come testimonia l’aumento delle strutture e della libera professione private, con la prospettiva di chiusura di interi reparti del Bufalini , il mancato rinnovo dei contratti del personale precario ed il prolungamento delle lunghe attese per le prestazioni sanitarie”.

“In verità questo grave stato di cose è stato denunciato più volte da noi Comunisti Italiani mentre il sindaco Paolo Lucchi ha sempre negato l’evidenza affermando che tutto andava bene, dimostrandosi semplice portavoce degli orientamenti regionali e dei vari tecnici Basenghi e Carradori. Riteniamo che i problemi della sanità non si risolvano con l’istituzione dell’AUSL Unica e l’accentramento tecnocratico della gestione, ma solo ampliando e consolidando la sanità pubblica, dando meno spazio alle privatizzazioni ed impiegando a tempo pieno il personale sanitario.

Perché non si obbligano i sanitari a svolgere la loro professione solo nella struttura pubblica aumentando le prestazioni?” “ Vi sono esempi virtuosi di primari, dedicati a tempo pieno al servizio pubblico che non hanno liste d’attesa ed hanno autosufficienza economica. Oggi con la crisi economica assistiamo all’aumento della povertà sanitaria cioè alla riduzione della richiesta di assistenza sanitaria da parte degli strati più disagiati della popolazione costretti a tagliare la spesa per l’acquisto di medicinali e cure sempre più a pagamento. Ecco perché, oggi più che mai, sosteniamo che la difesa ed il consolidamento della sanità pubblica debbano rappresentare una scelta prioritaria nei programmi e nell’impegno di tutte le forze democratiche”, concludono i Comunisti Italiani.

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